Il gatto nero, dal manto lucido e corvino, è da sempre circondato e osteggiato da una falsa nomea che ne rovina la reputazione. Il felino può vantare un pelo setoso e un’aria intrigante, che gli dona un atteggiamento misterioso e affascinante. Eppure la tradizione e la superstizione hanno trasformato questo arguto esemplare in un emblema di sfortuna e di cattiva sorte. La pessima reputazione cucitagli addosso giunge fin dal Medioevo, quando il micio era associato all’immaginario collettivo di magia e stregoneria. Il gatto nero usciva di notte al fianco delle streghe e il suo colore portava alla memoria la profondità dell’inferno e del lutto. Era considerato un demone e, per questo, veniva osteggiato e allontanato: il suo improvviso attraversamento pedonale, inoltre, faceva imbizzarrire i cavalli con relativa caduta del cavaliere, determinandone la nome attuale. Ovvero il passaggio di un gatto nero come presagio di sfortuna e morte. Con l’inasprimento della caccia alle streghe e con la bolla papale di Innocenzo III, tali felini attraversarono un momento difficile, spesso bruciati sul rogo con le proprietarie.

Eppure in molte culture e popolazioni il gatto nero è stato venerato, basti pensare agli Egizi che lo amavano come un dio. Oppure impiegato positivamente come cacciatore di topi, un esempio le navi dei pirati dove viveva sterminando i roditori.

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Nell’Antica Roma era sinonimo di buona sorte e, alla sua morte, veniva cremato e le sue ceneri sparse nei campi per propiziare un buon raccolto. In Galles e Cornovaglia annuncia l’arrivo di matrimonio e fidanzamenti per le fanciulle ancora single. Quello che è certo è come il gatto sia un animale molto amato, la cui presenza nelle abitazioni supera quella del cane.

Caratteristiche

Il gatto nero, come anticipato, possiede un manto completamente scuro e il suo è un formato standard. Ciò che lo definisce è la tipologia di carattere, spesso molto buono, accondiscendente e fedele. È un felino che ama socializzare, interagire, ma non disdegna la vita libera che affronta con passeggiate e scorribande di quartiere alla ricerca di qualche avventura sentimentale.

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Il gatto nero è un esemplare dall’indole sensibile, riservata, possiede una spiccata intelligenza ed è in grado di avvertire le intenzioni del suo interlocutore umano. Per questo appare sfuggente con chi gli incute timore. Esistono piccole differenze tra maschio e femmina: il primo è più mansueto mentre la seconda più combattiva. E secondo molti studi, il gatto nero possiede un fisico più resistente alle malattie, che lo rende uno degli esemplari più diffusi e longevi. Ama dormire nel letto con il proprietario e adora farsi coccolare, ripagandolo con una fedeltà granitica.

Gatto nero: razze

In natura non esiste una razza gatto nero, ma ogni tipologia di felino può vantare una variante più scura, parte integrante della sua razza. Ad esempio il Bombay americano, il Persiano e il British. Il primo nasce dall’unione tra la razza Burmese e l’Americano nero a pelo corto, che hanno prodotto un felino dalla testa arrotondata e dall’indole affettuosa, pacifica e accomodante. Il pelo appare lucido, la struttura robusta con occhi gialli molto intensi. Preferisce poltrire accantonando la predisposizione alla territorialità, ma propende per l’obesità, per questo non può eccedere con il cibo. Il Persiano nero possiede un manto folto, una corporatura robusta, con testa larga e arrotondata e orecchie piccole. La sua è una razza rara da preservare, ma con il tempo il pelo può assumere sfumature rossicce. Infine il British offre un muso dritto e tondo, con corpo muscoloso, tonico e una coda molto lunga. Il pelo, con il tempo, può virare verso il marrone.

13 marzo 2017
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