Gatto: come insegnargli a rispondere se chiamato

Può sembrare insolito, ma anche il gatto può seguire una sorta di formazione educativa al richiamo, in modo da non farlo fuggire nel caso decida di avventurarsi in giardino. Un felino domestico non dovrebbe uscire di casa, perché non è in grado di riconoscere i pericoli, di sopravvivere autonomamente. I rumori e i profumi potrebbero catturare la sua attenzione spingendolo all’avventura, specialmente durante il periodo degli amori. A parte zuffe e malattie che potrebbe subire e contrarre, un felino di casa fatica a ritrovare la via del ritorno, quindi è giusto educarlo al richiamo.

Comandi

Come già accade per il cane, anche il gatto può assimilare regole e comandi, dal seduto al fermo, attraversando l’abc dell’educazione comportamentale. Uno degli attrezzi più utilizzati è il clicker, che agevola l’associazione comando, rumore e premio. Tuttavia i gatti sono molto più scaltri, per questo bisogna giocare d’astuzia creando rumori a loro più graditi, come muovere il sacchetto delle crocchette, aprire una busta di cibo e via dicendo. Chiamandolo con tono deciso, o pronunciando il comando vieni, potrà associare il rumore al richiamo e alla relativa consegna del premio.

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Allenamento casalingo

Gatto e prurito

Per memorizzare questi step importanti, è bene aumentare la distanza gradualmente, così da aiutarlo nell’associazione di elementi. L’arrivo al richiamo è importante: il micio capirà di poter ricevere qualcosa se chiamato e quindi cambierà tragitto rispondendo al comando. Per aiutarlo è necessario effettuare delle sessioni casalinghe brevi, anche 5 minuti di allenamento giornaliero, effettuando così esercitazioni quotidiane. Vietato punirlo se non risponde al richiamo ma, se accorre, deve avere la priorità su tutto e ricevere il premio che gli spetta. Meglio non mettere in atto il comando per somministrare medicinali o per le visite dal veterinario: il micio potrebbe associare il tutto a un momento negativo eludendo la richiesta.

Guinzaglio e pettorina

Se proprio si desidera farlo uscire è meglio offrirgli un luogo protetto come un balcone con rete alta, oppure una maxi-gabbia chiusa in stile voliera, da sistemare in giardino. Se si vuole sgambare è bene portandolo a spasso con tanto di pettorina e guinzaglio di sicurezza, aiutandolo con premi e coccole per adeguarsi allo strumento costrittivo ma utile.

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Gatto sordo

Gatto

Come si può chiamare un gatto sordo? Con gesti e segali visivi, come una torcia, oppure accendendo e spegnendo le luci di una stanza. Ma anche creando vibrazioni attraverso mani e piedi battuti sul pavimento, così da catturare la sua attenzione e l’interesse. Il micio, quando riuscirà a rispondere al richiamo raggiungendo il proprietario, dovrà ricevere in cambio un bocconcino, sempre per rinforzare positivamente la sequenza di comandi e gesti.

30 novembre 2018
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