Una storia incredibile e molto bizzarra quella di un gatto egiziano, vissuto dietro la parete della metropolitana Mohamed Naguib, presso Il Cairo. Sgattaiolato attraverso un piccolo foro quando ancora era un micetto dal formato ridotto, il cucciolo non ha più trovato la via d’uscita, rimanendo bloccato nello spazio dell’intercapedine del muro. Impietosito dalla condizione di prigionia e sofferenza del felino, un commerciante di zona della stazione, conosciuto come Zio Abdo, dal 2010 in poi ha provveduto personalmente a fornirgli cibo e acqua.

Ribattezzato Biso, il micio è quindi cresciuto nello spazio ristretto posto dietro la parete della stazione, ricevendo il nutrimento attraverso il piccolo foro da cui era entrato la prima volta. L’uomo, con molta pazienza, ha continuato a introdurre piccoli pezzi di prosciutto e carne, così da consentire la sopravvivenza del gatto stesso. Per circa 5 anni zio Abdo ha cercato di sensibilizzare il personale della stazione, i passanti e la Rete. Lo stesso staff della metropolitana per molto tempo ha cercato di creare un varco per l’animale, ma Biso era troppo terrorizzato, fuggendo così a ogni tentativo. È stato proprio grazie al passaparola avvenuto sul Web e via Facebook che la storia di Biso è balzata agli onori della cronaca, scuotendo gli animi anche degli animalisti.

Mounira Shehata, attivista per i diritti degli animali e presente al momento della liberazione, ha potuto finalmente osservare lo spostamento della parete e l’apertura della via di fuga per Biso. La procedura per il rilascio ha richiesto l’intervento di operai e personale specializzato, in presenza degli stessi ufficiali di polizia. La rottura del muro sarebbe risultata come danneggiamento di luogo pubblico, quindi l’operazione più immediata ha richiesto 5 ore di lavoro per lo spostamento della parete stessa. Biso, un po’ terrorizzato dalla vista del varco, si è dato alla fuga verso la libertà. La rimozione invece ha mostrato uno spazio angusto e pieno di vermi, conseguenza del cibo accumulato. Zio Abdo, suo tutore anche durante la rivoluzione del 2011, sta ancora cercando il micio all’interno della stazione della metropolitana.

7 aprile 2015
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