Sono immagini scioccanti quelle provenienti dal Regno Unito, poi rapidamente diffuse a livello globale sui social network. Vittima dell’ennesimo caso di violenza sugli animali è un gatto, impiccato a una corda nei pressi di un edificio disabitato. La RSPCA ha deciso di rilasciare alcuni scatti affinché il responsabile possa essere prontamente identificato.

L’animale è stato rinvenuto lo scorso venerdì attorno alle due del pomeriggio, nei pressi di Pensnett, nel West Midlands. Il gatto è stato trovato senza vita appeso all’esterno di una finestra, con una corda legata al collo. Non è dato sapere al momento chi sia il colpevole di tanta crudeltà, mentre si escluderebbe l’ipotesi il felino possa essere rimasto imbrigliato autonomamente nel cavo. Vicki Taylor, ispettore per la RSPCA, ha così commentato il caso:

Questo è un incidente profondamente doloroso. C’erano segni di graffi sul muro, le unghie del gatto erano consumate e le zampe insanguinate, quindi potrebbe aver lottato nel tentativo di liberarsi. […] Dobbiamo trovare chi ha fatto questo e se qualcuno è capace di sottomettere un animale a un simile calvario, è preoccupante pensare a cos’altro potrebbe fare.

L’associazione ha diffuso un numero di telefono per la raccolta di informazioni utili alla risoluzione del caso, anche se le speranze di poter identificare correttamente il responsabile sembrano essere molto remote. Non è la prima volta, tuttavia, che un caso simile colpisce il Regno Unito: lo scorso luglio è circolata sulla stampa internazionale la notizia di un cane impiccato nei pressi di una scuola di Dudley. Simili casi non si registrano però solamente Oltremanica, ma in diverse parti del mondo, spesso anche in Italia. Nel corso del 2014, ad esempio, ha destato un certo scalpore l’elevato numero di animali domestici, tra cui cani e gatti, trasportati d’urgenza nei centri veterinari poiché colpiti da frecce o altre armi improvvisate.

Data la gravità delle immagini, non si riporta in questo articolo la fotografia del rinvenimento, per non turbare i lettori più sensibili. Chi volesse comunque approfondire la vicenda, troverà ogni riferimento nelle fonti riportate in calce all’articolo.

4 marzo 2015
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I vostri commenti
Barbara, giovedì 5 marzo 2015 alle5:08 ha scritto: rispondi »

I governi devono finirla di depenalizzare i reati contro gli animali..certi bastardi devono pagarla non dico come se uccidessero una persona ma almeno la metà..comunque chi ci crede sa che un giorno la pagherà lo stesso

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