Il gatto è un animale molto amato, forse proprio per quella sua classe innata e quel distacco naturale con cui osserva gli umani. Le sue gesta attraversano la storia, di lui si trovano segnali e riferimenti sin nei tempi antichi. Venerato e amato dagli egizi, quanto odiato e scacciato dalla superstizione medievale. Eppure il micio è un essere molto curioso e intelligente, che lascia trasparire una superiorità senza pari. Tanto che la scienza da tempo lo studia con cura e interesse, riuscendo a definire alcuni elementi dello stesso. Ad esempio Fufi è in grado di riconoscere la voce e del proprietario e, per questo motivo, sceglie spontaneamente di ignorarla. Lo studio, condotto da Atsuko Saito e Kazutaka Shinozuka dell’Università di Tokyo, è stato effettuato su 20 gatti all’interno dell’ambiente domestico. Il loro nome pronunciato dai proprietari e da perfetti estranei ha prodotto risposte differenti. Nel primo caso i gatti hanno confermato, attraverso segnali di tipo corporeo, di riconoscere la voce ma di non essere interessati a rispondere al richiamo.

Un secondo studio condotto da John Bradshaw, esperto di comportamento felino dell’Università di Bristol, avrebbe identificato la visuale che i gatti hanno dell’uomo. Secondo i felini di casa il proprietario sarebbe un grosso micione dalle movenze goffe, per questo motivo il loro atteggiamento non cambierebbe. A differenza del cane che è in grado di percepire il ruolo e la specie differente, mostrando ascolto e spesso sudditanza. Di sicuro le preferite sono le donne forse perché solitamente si occupano in prima persona di sfamare e accudire il gatto, assumendo anche un comportamento affettuoso e materno. Una ricerca condotta dall’Università di Vienna identificherebbe la preferenza in donne, in particolare giovani ed estroverse.

Infine una ricerca dal titolo “Hunting behaviour of domestic cats and their impact on prey populations” confermerebbe la selettività alimentare del gatto, spesso protesa verso specie non in via di estinzione. Il gatto randagio o libero prediligerebbe topi e piccoli uccellini, ovvero animali facilmente catturabili e in numerazione sufficiente. Al contrario, una vita casalinga imporrebbe scelte alimentari molto particolari, come ad esempio il tonno e cibi non facilmente recuperabili in natura.

19 febbraio 2015
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