Ha vissuto per due anni una seconda vita, all’insaputa dei suoi proprietari. E ora che la vicenda è stata chiarita, non sembra esservi pace per due famiglie che, in tempi diversi e inconsapevoli della reciproca esistenza, hanno accudito un gatto. Un felino conteso, il quale sta accendendo un fitto scontro negli Stati Uniti.

La vicenda vede protagonista un gatto di razza Himalayano in quel di Bloomingdale, nell’Illinois. Adottato da una donna del luogo nel 2011, e dotato di regolare microchip, il gatto è scomparso nel 2013. Inutili le ricerche, tra appelli e volantinaggio, del felino i proprietari originali non hanno più rinvenuto traccia. Per scoprire, due anni e mezzo più tardi, come l’animale avesse trovato casa tre porte più avanti, presso l’abitazione dei vicini. Dirimpettai che, almeno al momento, non hanno intenzione di restituire l’amico a quattro zampe ai legittimi proprietari.

La proprietaria originale ha adottato Joey nel 2011, dotandolo di microchip. Eppure negli ultimi due anni il gatto è stato accudito da due innamorati vicini, i quali hanno deciso di accogliere il micio in casa dopo che, per diverso tempo, l’animale si è presentato alla loro porta. La coppia sostiene come il gatto fosse probabilmente abusato e abbandonato, poiché delle foto dell’epoca mostrerebbero l’animale con un manto malconcio e sporco. Non si esclude, tuttavia, che le condizioni dell’animale siano semplicemente derivate da qualche settimana di randagismo, anziché dall’eventuale incuria dei precedenti proprietari, peraltro mai dimostrata.

Mentre Joey cominciava una nuova vita con i vicini di casa, la precedente proprietaria ne ha denunciato la scomparsa alla polizia e, dopo aver contattato il produttore del microchip per ottenere informazioni di riconoscimento, ha sommerso il vicinato e la sua cittadina di volantini per ricercare il suo gatto. Lo scorso aprile, mentre tornava presso la sua abitazione, la donna ha avvistato il suo micio affacciato alla finestra dei vicini. Stupita dalla situazione, e inizialmente convinta potesse trattarsi di un gatto simile, ha chiamato la polizia e condotto una scansione del microchip: si trattava proprio del suo sperduto felino.

La polizia al momento non ha voluto formalizzare nessuna accusa, ma i vicini si rifiutano di riconsegnare il gatto alla legittima proprietaria. Sebbene in molti abbiano suggerito una custodia condivisa, la probabilità che ciò avvenga sembra sia molto remota. E il tutto potrebbe sfociare in una dura lotta a colpi di avvocati, fra due famiglie che reclamano la priorità sul conteso micio.

29 giugno 2016
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