I gatti sono gli animali domestici più amati del mondo, a pari merito con gli amici cani, spesso sovrani indiscussi della casa e più sovente della Rete. Imperversano con video, immagini tenere e affettuose di cuccioli morbidi e traballanti, che riescono a catturare anche i cuori più inviolabili. Eppure, al contempo, riescono a conservare un’immagine distaccata, regale, spesso annoiata e riluttante nei confronti del mondo e dell’uomo. Nulla da dire, ma solo da invidiare per questi piccoli felini d’appartamento. Ma quello che in pochi sanno è che dietro a questa immagine si nasconde spesso un animo dolce e ricolmo di amore, quel genere di affetto che esternano a loro modo nei confronti dei proprietari.

Gli studiosi hanno individuato sette differenti metodologie di approccio attraverso le quali Fufi esterna il suo sentimento, la prima tra tutti riguarda la lingua che spesso utilizza su se stesso. Un gatto che lecca il viso del suo amico umano gli comunica intimità affettuosa, lo stesso tipo di legame che la madre replica con i piccoli. La ruvida lingua è lo strumento con cui puliscono il corpo, con cui si coccolano, quindi ricevere delle piccole leccatine conferma un legame empatico. Immancabili le fusa come segnale di relax e tranquillità, brontolio inequivocabile di un sentimento affettuoso. Un tipo di comunicazione che mamma gatta instaura con i piccoli, le fusa rassicurano e avvolgono, ma al contempo possono comunicare un disagio, un bisogno di protezione e una necessità. Il gatto attraverso queste vibrazioni parla con l’uomo.

Se la dinamica interattiva è di lunga data, il micio potrà mostrare ulteriore sintonia sdraiandosi sulla schiena ed esponendo la pancia. Un gesto tipico del cane che tradisce vulnerabilità, sottomissione ma contemporaneamente fiducia. Il gatto si sente a suo agio e rilassato, ma è sempre bene agire con calma senza risultare precipitosi accarezzando immediatamente la pancia. Potrebbe inoltre confermare la sua fiducia strofinando muso e testa contro la faccia del proprietario o contro il suo corpo, gesto necessario a delimitare il territorio di appartenenza. Non solo, movimento utile a rimarcare l’appartenenza dell’umano al suo gruppo familiare perché con lo strofinamento il gatto emana delle secrezioni che segneranno ciò che lui considera casa.

Alcuni mici amano condividere spazi comuni come divani o letti, abbandonando per sempre cucce morbide e lettini acquistati appositamente per loro. Se il gatto cerca il contatto è bene permetterglielo, non è solo necessità di calore ma anche di affetto e protezione. Se poi la vicinanza diventa visiva è importante analizzarne la tipologia, uno sguardo fisso sottende aggressione e sfida. Mentre un’occhiata morbida, ammiccante con ciglia mosse con delicatezza riconferma tranquillità e benessere. Risulterà utile per lui rispondere con lo stesso tipo di sguardo, così che comprenda l’assenza di astio per eventuali attriti.

Infine la tecnica più amata dai fan dei gatti ovvero quella che in gergo tecnico è l’impasto della pizza. Il micio muove le zampe sul petto e sul ventre dell’umano replicando la tecnica per impastare la pasta. Un gesto antico che lo riporta ai primi giorni di vita quando, con le sue piccole zampe, muoveva il ventre della madre per ricevere il latte. Replicarlo sul proprietario è un grande segnale di affinità e amore, una sorta di abbandono emotivo e intimo che dichiara un profondo affetto.

1 dicembre 2014
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