Lieto fine per la vicenda del gatto Browser, mascotte e paladino della lettura, ospite della biblioteca pubblica di White Settlement in Texas. Il sobborgo di Fort Worth aveva chiesto lo sfratto dell’animale che, da ben sei lunghi anni, vive all’interno della struttura cittadina. L’animale era stato assoldato per catturare e scacciare i topi, ma una volta portato a termine il suo compito era diventato membro ufficiale della biblioteca. Tanto da posare per il calendario annuale, venduto a scopo benefico. Le lamentele di un impiegato, piuttosto indispettito dall’idea di non poter portare sul lavoro anche il suo animale di affezione, avevano fatto partire una reazione a catena. E circa un mese fa il consiglio cittadino aveva votato per cacciare il gatto dalla biblioteca, fornendogli solo 30 giorni per trovare un’altra sistemazione.

Ma la decisione non aveva soddisfatto la comunità che, pronta a ribaltare l’esito, aveva manifestato contro la scelta del consiglio. Per questo il gruppo si era nuovamente riunito riconsiderando il tutto, modificando lo sfratto del gatto in modo positivo e unanime. A fare leva sulla scelta sono state anche le innumerevoli mail e i messaggi che hanno raggiunto il sindaco, Ron White, deciso a intervenire in merito. Tanti anche i messaggi giunti attraverso i social network, molti da tutto il mondo. Ora il pacifico Browser può godere di maggiori certezze, finalmente non rischia più nessuno sfratto.

Il suo ruolo di gatto da biblioteca è stato consolidato e confermato anche da un diploma onorario. L’animale continuerà a fare da testimonial per invogliare grandi e piccoli alla lettura, oltre a presenziare fisicamente nella struttura. La sua figura così familiare ha unito un’intera comunità, lo stesso sindaco in passato aveva espresso dubbi nei confronti della votazione. L’allontanamento si è rivelato un errore e il micio, che non è di nessun intralcio, potrà permanere a vita all’interno della biblioteca. Godendo placidamente della compagnia degli avventori del luogo e sonnecchiano accanto a loro.

6 luglio 2016
Fonte:
Lascia un commento