Sono molte le ragioni che possono condurre un gatto, normalmente pacifico, a vivere dei lunghi periodi di aggressività. Un nervosismo solo apparentemente immotivato poiché, così come si è già visto in un precedente intervento, molto spesso entra in gioco la minaccia della territorialità. Esistono degli esercizi che possono aiutare il micio a superare il suo stress?

Così come già spiegato proprio nell’articolo dedicato alla territorialità, sono molte le situazioni che il gatto di casa potrebbe vivere come stressanti, tanto da affilare le unghie e attaccare il suo stesso proprietario. Di seguito, se ne ricorderanno le cause e si proporranno degli esercizi e dei giochi di contenzione.

Riconoscere il disagio

Gatto che soffia

Hissing Maine Coon Portrait via Shutterstock

La fase più importante del processo di rieducazione del gatto passa dall’identificazione di ciò che provoca disagio e nervosismo. Siccome le cause potrebbero essere fisiche, oltre che psicologiche, il primo step sarà una visita dal veterinario. I medici potranno infatti escludere la presenza di patologie in corso – ad esempio, i disturbi intestinali possono rendere Fufy particolarmente insofferente e scontroso – e accertare il disturbo del comportamento.

Escludendo tutte le cause fisiche, l’aggressività va a pari passo con la territorialità. Il gatto è un animale fortemente legato e geloso dei suoi spazi e, quando questi vengono minacciati o non sono consoni alle sue esigenze, può reagire in modo maldestro, anche per parecchie settimane consecutive. Le ragioni possono essere una casa poco a misura di gatto, una lettiera improvvisamente spostata dalla sua posizione consueta, un nuovo esemplare giunto nell’abitazione, la presenza degli animali dei vicini in giardino, un rumore costante, un elettrodomestico fastidioso e molto altro ancora. Per capirlo, bisogna osservare a fondo il comportamento del felino quando manifesta i primi sintomi di nervosismo: cosa è successo nel mentre? A chi, o a cosa, il suo gesto è rivolto? Quali abitudini interrompe lo scatto aggressivo? Con un po’ di pazienza, ed escludendo di volta in volta le cause, si arriverà alla vera motivazione.

Esercizi e gioco

Gatto che gioca

Playing cat via Shutterstock

Proprio come si è visto nell’intervento sulla territorialità, è importante innanzitutto intervenire sulle condizioni ambientali che agitano il micio. Si possono prevedere percorsi verticali con mensole, tubi o corde per permettere al gatto di aumentare il suo raggio d’azione e misurarsi con la casa da un altra prospettiva. Si può posizionare la lettiera nel luogo dove Fufy sembra preferire fare i suoi bisognini, quindi limitare la visuale verso l’esterno prevedendo tende su quelle finestre che permettono di osservare gli animali domestici dei vicini. Rinnovata la nuova casa a misura di quadrupede, si passa al gioco.

  • Distrazione: quando un elemento esterno, come ad esempio un animale in giardino, irrita il micio, è utile distrarlo con un giocattolo. Catturare la sua attenzione, magari sventolando un pupazzo appeso a una corda, permetterà al felino sia di dimenticare l’evento stressante che di sfogare la tensione;
  • Ospiti: se il gatto reagisce negativamente alla presenza di estranei in casa, è perché sente il suo territorio occupato da soggetti che non conosce. Un utile esercizio, magari con l’aiuto di parenti o vicini, è sottoporre l’animale all’esposizione per superare le sue ansie. Quando qualcuno raggiunge l’abitazione, una volta sulla soglia di casa dovrebbe poggiare una piccola quantità di cibo a terra – delle crocchette o l’umido preferito dall’animale – quindi attendere la sua reazione. Se l’animale manterrà il suo stato aggressivo, soffiando o rubando la pappa di soppiatto, l’ospite entrerà normalmente in casa senza altri premi. Se, invece, si dimostrerà mediamente tranquillo e sereno nell’assaggiare le crocchette, ne verrà servirà una seconda porzione. Ben presto Fufy capirà come chi varca la soglia non sia una potenziale minaccia, ma qualcuno che potrebbe aver portato un gustoso dono;
  • Pupazzi: decisamente utile è l’esposizione del felino alla presenza di pupazzi, soprattutto se realistici. In una stanza dove l’animale abbia un luogo in cui nascondersi, ad esempio il salotto, si posizioni a terra il peluche. Quindi si lasci solo il gatto, affinché possa gestire lo spazio a suo piacere. In un primo momento, la reazione sarà nervosa e aggressiva e, dopo qualche soffio, il micio probabilmente aggredirà il pupazzo. Sfogata la rabbia e verificato come il peluche non possa reagire né ferire, il quadrupede comprenderà come la convivenza sia possibile e la minaccia immotivata;
  • Tappeto attivo: non capita di rado che un gatto sia aggressivo poiché annoiato, ovvero non in grado di sfogare tutte sue energie per mancanza di stimoli. Prevedere un’area gioco, come ad esempio un tappeto attivo con topolini di stoffa, pon-pon legati a cordicelle o altri strumenti, permetterà all’animale di fare esercizio fisico, di sfogare le frustrazioni, di stancarsi e, non ultimo, di dimenticarsi dei fattori stressanti esterni. Con l’aiuto di qualche altro giochino a base di catnip, da somministrare con parsimonia, la serenità sarà assicurata a lungo.

13 agosto 2014
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