Il rifugio australiano Animal Welfare League è solito accogliere i randagi, per poi curarli fino all’adozione. Il passaggio presso la loro struttura è spesso rapido e breve, ma c’è chi impiega molto più tempo prima di cambiare il proprio destino. È il caso del gatto Champas, un felino dal manto chiaro e bianco, giunto presso la struttura nel 2015. Non ci sono notizie sicure della sua vita precedente, cosa abbia affrontato e dove abbia vissuto. Ma è certo che il micio sia stato abbandonato senza ritegno, vivendo per strada come un randagio. Al suo arrivo presso il centro il felino ha faticato a stabilire una sintonia, un contatto con lo staff, mantenendo una leggera diffidenza di base.

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Solo la perseveranza del team ha permesso che lentamente si stabilisse un dialogo e una sintonia, tanto da renderlo meno ombroso. Ma il suo carattere chiuso e il timore del nuovo spazio hanno reso Champas un po’ riservato, perciò i visitatori non hanno mai trovato in lui un papabile candidato per l’adozione. Non gli sono mancate carezze e attenzioni durante i passaggi presso il rifugio, ma lui si è sempre trasformato nella seconda scelta o nell’animale da scartare. Così, stagione dopo stagione, il gatto ha finito per trascorrere 436 giorni presso il rifugio. Lo staff non ha voluto arrendersi e, grazie a un simpatico stratagemma, ha creato una campagna promozionale per Champas.

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Fotografato sempre presso la reception, il gatto ha posato accanto a cartelli spiritosi che lo hanno ritratto come miglior impiegato del mese, oppure gatto single in cerca di amore, fino a piccola celebrità. Una soluzione facile, economica e spiritosa che ha fatto breccia in Nathan, che lo ha scelto come animale di affezione. Champas spesso può risultare un po’ vivace e rude, infatti al suo arrivo a casa ha morso la mano dell’uomo per poi appisolarsi. Deve seguire una dieta perché intollerante a molti cibi, ma ciò non sconvolge l’adottante, che ha imparato a dialogare positivamente con il felino.

8 maggio 2017
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