Gatti e volpi minacciano la fauna australiana

Gatti e volpi minacciano la fauna australiana, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di numerose specie in via d’estinzione. È quanto dimostra una nuova ricerca condotta dal Threatened Species Recovery Hub, nel sottolineare come queste due specie siano responsabili soprattutto dei roditori locali.

La ricerca è stata condotta da Jim Radford, dell’Università La Trobe, con l’aiuto di 20 scienziati esperti in conservazione. Dai dati raccolti, è emerso come gatti e volpi abbiano avuto un ruolo cruciale nell’estinzione di almeno 25 piccoli mammiferi australiani, negli ultimi anni. Fra le specie ancora in vita, almeno 63 sarebbero tutt’ora suscettibili all’azione di questi predatori.

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Abbiamo scoperto che 63 specie, all’incirca 1 su 3, sono altamente suscettibili all’azione di gatti e volpi.

Fra queste, emergerebbero 12 specie particolarmente a rischio, come le principali varietà di potoroo – un piccolo marsupiale – quindi il quoll, diverse specie di bandicoot, alcuni wallaby e piccoli canguri striati, il pademelon della Tasmania e tanti altri ancora. Si tratta di animali dalle ridotte dimensioni, di conseguenti perfetti sia per le capacità di caccia da parte delle volpi che delle controparti felini.

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Considerando come l’Australia sia l’area del mondo dove si è assistito alla più veloce estinzione negli ultimi 230 anni, con centinaia di specie rare scomparse, da tempo le autorità locali pensano a misure di contenzione per i gatti. Oltre a consigliare ai proprietari di accudirli unicamente a livello domestico, affinché non circolino liberi minacciando uccelli e roditori, un piano per la cattura e la soppressione di oltre 2 milioni di gatti selvatici ha generato fitte polemiche nell’opinione pubblica. Di recente, invece, è stata eretta una rete lunga parecchi chilometri per evitare che i felini possano entrare all’interno di un piccolo paradiso naturale, abitato da uccelli molto rari.

4 dicembre 2018
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