La solitudine è spesso una cattiva compagna, in particolare se la si incontra nel momento più delicato della vita, cioè la terza età. Ma una donna della zona di Gaglianico, nei pressi di Biella, ha potuto contare sulla presenza silenziosa dei suoi gatti. In particolare nel momento più complicato, quello del passaggio dalla vita alla morte. L’anziana pensionata, di 87 anni, viveva da sola con i suoi felini nella cittadina biellese, ma da giorni non dava sue notizie e nessuno l’aveva vista nei paraggi. Per questo una vicina, allarmata dal silenzio della casa, ha chiesto l’intervento della Polizia municipale consegnando loro le chiavi dell’abitazione della donna.

All’apertura della porta gli agenti purtroppo hanno rinvenuto il corpo dell’anziana, ormai privo di vita, ma vegliato dai suoi gatti di affezione. Accanto alla proprietaria, per tutto il tempo del decesso i mici non hanno voluto abbandonarla neppure nel momento del trapasso, come angeli custodi in attesa del ritrovamento. La donna, nota in paese, viveva da tempo con la sola compagnia dei suoi felini e il supporto dei vicini di casa. La Procura ha dato il via libera per la sua sepoltura. La condizione di solitudine in cui vivono molti anziani è piuttosto diffusa, spesso alleviata dalla presenza di qualche vicino compassionevole o da strutture di supporto di tipo socio-assistenziale.

Ma all’interno dell’abitazione, nell’intimità del focolare domestico, spesso il compito di condividere spazi e affetto e affidato agli animali domestici. Una realtà vissuta da molte persone, a fronte anche di una condizione di crisi economica che
costringe le categorie sociali più fragili a vivere ai margini. Il supporto emotivo e affettivo di un animale, ad esempio un gatto come nel caso dell’anziana pensionata, solitamente diventa un sostegno importantissimo. Anche dal punto di vista della riabilitazione ospedaliera e della compagnia, un esempio i centri per anziani e gli ospedali che si avvalgono della pet therapy. Uno sprone tangibile ad andare avanti senza abbandonarsi allo sconforto, ma sentendosi parte integrante di un piccolo e delicato nucleo familiare.

5 marzo 2015
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I vostri commenti
Lillihamer, martedì 10 marzo 2015 alle18:46 ha scritto: rispondi »

ANCH'IO SONO CURIOSA DI SAPERLO, VISTO CHE SONO RIMASTI ACCANTO AL CORPO DELLA DEFUNTA SIGNORA. SONO STATI PRESI DA QUALCUNO O SONO STATI "LIBERATI" COSI' RITROVANO LA LORO FELINITA' . SCUSATEMI MA QUESTA E' LA FESSERIA PIU' ATROCE CHE SI PUO' FARE QUANDO SI REINMETTONO IN LIBERTA' I GATTI CHE SONO STATI ALLEVATI COME ANIMALI DOMESTICI. NON SE NE SALVA NESSUNO. QUINDI CHE FINE HANNO FATTO?

elena, giovedì 5 marzo 2015 alle11:24 ha scritto: rispondi »

Mi piacerebbe sapere i gatti che fine hanno poi fatto, visto che hanno reso cotanto onorabile servizio.

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