I gatti uccidono più di un milione di uccelli al giorno nella sola Australia, un fatto che rischia di minacciare la biodiversità di alcuni dei più ricchi paradisi naturali del Pianeta. È quanto rivela uno studio pubblicato su Biological Conversation, pronto a dimostrare i danni causati dai felini domestici sulla fauna selvatica, in particolare sulle specie di piccole e medie dimensioni.

La ricerca è stata condotta dall’Australian National University: l’obiettivo quello di monitorare le abitudini di caccia dei felini, già al centro di numerose polemiche nel Paese a seguito della decisione del governo locale di sopprimere più di 2 milioni di esemplari randagi, date le loro conseguenze sulla sussistenza di specie a rischio. Secondo quanto rinvenuto dai ricercatori, i felini randagi ucciderebbero 361 milioni di uccelli l’anno, a cui si aggiungono 61 milioni di vittime causate dai gatti domestici. Nel 99% dei casi, si tratterebbe di varietà di volatili autoctone, ovvero disponibili unicamente in Australia.

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Tra le prede maggiormente colpite, vi sarebbero uccelli di piccola taglia, in particolare le specie che sono solite nidificare a livello del terreno o, ancora, che tendono a concentrarsi sulle isole più incontaminate del continente. I gatti sarebbero responsabili della morte del 4% della popolazione globale annua di volatili australiani, un dato che preoccupa considerato come il 60% di questi appartenga a specie a rischio d’estinzione.

Senza entrare nel merito dei recenti programmi governativi per la riduzione dei felini randagi e selvatici in libertà, i ricercatori spiegano come molto può essere fatto anche a livello domestico, con un maggiore coinvolgimento da parte dei proprietari. Così come spiega Sebastian Lang, commissario per la protezione delle specie a rischio, è necessario pensare a un accudimento responsabile dei felini:

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I proprietari responsabili dei felini possono ridurre l’impatto degli esemplari domestici sterilizzandolo, mantenendoli in casa oppure in giardini chiusi. Questi sono modi facili ed efficaci per proteggere il patrimonio faunistico selvatico, nonché per migliorare il benessere degli stessi gatti.

I gatti sterilizzati, infatti, sono meno inclini alla caccia e alle risse territoriali, mentre l’accudimento controllato in appositi spazi riduce la possibilità per questi animali di contrarre malattie pericolose come la FIV e la FELV.

4 ottobre 2017
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