Gatti troppo ansiosi, come gestirli?

Si dice spesso che l’ansia è la patologia dell’uomo moderno, con i ritmi frenetici e l’instabilità a cui è sottoposto. Ma che fare quando paura e attacchi di panico colpiscono gli animali domestici, come ad esempio i gatti? L’ansia sta diventando sempre più una patologia felina, riscontrata con una preoccupante frequenza in molti esemplari. Ecco, perciò, qualche consiglio per individuarla e gestirla.

I meccanismi che generano ansia nel gatto non sono molto dissimili da quelli che si manifestano negli umani. Di per sé, l’ansia non è altro che un naturale meccanismo di difesa degli esseri viventi: suona un campanello di fronte alle situazioni pericolose, impedisce di compiere gesti insensati o di comportarsi in preda al pieno istinto. Un certo quantitativo è quindi normale, come ad esempio la reazione adrenalinica di fronte a un’auto a tutta velocità che potrebbe investirci, ma oltre a questa soglia diventa eccessiva e debilitante. Lo stesso vale anche per il micio.

Sono molti i motivi che possono generare ansia nel gatto, quasi tutti di natura comportamentale. In genere si tratta di un evento traumatico ripetuto nel tempo, ormai sedimentato nel bagaglio delle modalità di risposta dell’animale, ma potrebbe derivare anche da altro. Un micio potrebbe manifestare eccessiva paura nel rapporto con i cani perché più volte traumatizzato dalla loro presenza, ma potrebbe dimostrare ansia anche solo a causa del semplice processo di invecchiamento, da una patologia infettiva, da pregresse storie d’abbandono o dalla scarsa interazione con gli umani. I sintomi manifesti sono la necessità di trovare di continuo un nascondiglio, unghie sempre ben in mostra, pelo ritto e soffi apparentemente non giustificabili. È normale, infatti, che di tanto in tanto il gatto soffi, morda o graffi anche il suo padrone, è nella sua naturale indole. Non lo è quando si tratta di una situazione che si ripete più e più volte al giorno, che si manifesta anche in gesti assolutamente dolci come una carezza oppure la consegna della pappa quotidiana.

Ma come può essere curata questa eccessiva ansia felina? Per prima cosa, il micio dovrà essere analizzato da un veterinario, per escludere che non siano fattori biologici – un’infezione, un tumore, l’invecchiamento – a generare le paure immotivate. Accertato si tratti di un problema comportamentale, bisogna identificare cosa spaventi davvero il gatto. E poi procedere esattamente come si suol fare per gli umani: i casi più gravi, quelli che provocano ferite autoinflitte, potranno trovare giovamento da una cura farmacologica. Quelli più gestibili, così come la psicologia cognitivo-comportamentale insegna, verranno risolti con l’esposizione e la desensibilizzazione. Più ci si espone a una paura, più questa diminuisce. Se il gatto soffrisse la presenza del cane, ad esempio, ci si può regolare tenendolo in braccio per esposizioni prolungate o predisponendo una separazione trasparente tra lui e la cuccia di Fido, così che vi ci possa avvicinare senza il timore di un attacco.

9 ottobre 2012
I vostri commenti
amylee, venerdì 20 gennaio 2017 alle15:45 ha scritto: rispondi »

Buongiorno, ho un gattino di 10 mesi, preso a 2 mesi. Il mio cucciolo é sempre stato molto sensibile, educato, pacato nei rapporti con altri gatti, ma nello stesso tempo un cumulo di nervi per tutto.. un passo pesante, una padella spostata ogni rumore appena un po forte scappa, anche davanti a persone che conosce bene, non si fà accarezzare molto e passa da momenti ipermovimentati alla totale "paralisi" in casa. Lui vive in due realtà diverse. la città (piuttosto tranquilla) e le estese campagne, boschi ecc.. nel primo caso non interagisce con i suoi simili, stà sempre in casa e non vuole giocare piu di quel tanto con me. Nel secondo caso non é mai fermo, preso dalle mille belle distrazioni della natura, così come fare amicizia con gli altri mici. Mi avevano diagnosticato un problema cardiaco del miocardio ma successivamente con un veterinario diverso mi é stato detto di non vedere nulla di strano nello spessimento delle pareti cardiache. Mangia molto poco, molto schizzinoso e lo ritengo magro, malgrado la sua giovane età. Non mi riesco a spiegare questo suo comportamento pauroso, dato il grande amore e le grandi attenzioni che li ho sempre voluto dare, dato il suo precoce allontanamento dalla madre (2 mesi), sono io la sua mamma oggi, il suo punto di rifermiento. Ma ciò non basta a farli capire che non cé nulla da temere, almeno vicino a me. Spero che qualcuno mi possa consigliare su come agire davanti a delle paure che in realtà non cé nulla da temere (come una macchina che va a 15Km/h ecc..) E la possibile causa di tutta questa paura "nervosa", perché quando non riesco a farli capire le cose o a farli superare delle paure, io mi sento sempre in colpa..come se non avessi fatto abbastanza o nel modo giusto. E non trovo un veterinario che sia coerente con ciò che dice un altro vet, senza avere mai delle risposte. Mi scuso del prolungo ma spero comunque in un vostro riscontro. Amy e Amore

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