I gatti stanno sterminando le popolazioni di rettili

Torna nuovamente d’attualità il tema dei gatti randagi, o comunque liberi di circolare ben oltre i confini della loro abitazione, e la protezione di alcune specie animali a rischio di estinzione. Il dibattito divampa nuovamente in Australia, dove da tempo si sta discutendo di misure, alcune anche molto pesanti, per contenere la popolazione di felini: i gatti, infatti, sarebbero responsabili della scomparsa di numerosi animali autoctoni. Oggi si discute dei rettili, sempre più minacciati dalla presenza dei quadrupedi.

Secondo uno studio pubblicato su Wildlife Research, ogni anno i gatti randagi ucciderebbero 466 milioni di rettili nel continente australiano. In particolare, i felini sarebbero particolarmente attratti dalle numerose varietà di lucertola, esistenti solo in Australia: in media, ogni gatto può ucciderne anche 40 al giorno. Di tutte le specie esistenti nel Paese, ben 258 sarebbero soggette alla decimazione da parte dei quadrupedi miagolanti.

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Lo studio ha riacceso la discussione sulle modalità di contenzione dei gatti, senza al momento trovare alcuna risposta. Secondo alcuni, tra cui alcune istituzioni governative, i felini randagi dovrebbero essere catturati e soppressi, per garantire la normale biodiversità. Per altri, tra cui le associazioni animaliste, sarebbe invece più indicato evitare metodi finali, prediligendo invece la cattura, la sterilizzazione e la successiva reintroduzione in natura.

Imogene Cancellare, esperta di comportamento felino e dello studio dei leopardi presso l’Università del Delaware, ha espresso preoccupazione per un problema che diverrà sempre più evidente in futuro. Con l’aumento delle temperature dovute al surriscaldamento globale, infatti, sempre più gatti si orienteranno alla cattura di rettili anziché altre specie, data la maggiore disponibilità.

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Mentre i cambiamenti climatici continuano a minacciare la biodiversità a livello mondiale, l’impatto dei gatti randagi si farà sentire in modo ancora più severo rispetto a quanto accade oggi.

26 giugno 2018
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