Gatti: scoperto un virus simile all’epatite B

I gatti possono essere colpiti da un virus molto simile a quello dell’epatite B umana, sebbene per gli uomini la variante felina non sia pericolosa. È quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Università di Sydney, nell’identificare un virus mai tracciato prima nei gatti domestici: una scoperta avvenuta quasi per caso, ma forse fondamentale per comprendere come l’epatite si sia evoluta nell’essere umano, per trovare nuove cure.

Gli scienziati, così come spiega La Stampa, stavano cercando di identificare quali virus intervengano nello sviluppo del cancro nei gatti immunocompromessi. Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista Viruses, è quindi emersa la presenza di un virus molto simile a quello dell’epatite B umana, sebbene gli uomini siano esenti da questa variante.

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Chiamato momentaneamente hepadnavirus, i ricercatori ne hanno mappato completamente il genoma, quindi hanno testato dei campioni di sangue provenienti da diversi gatti con problemi al sistema immunitario, per scoprire se il virus potesse giocare uno specifico ruolo. Così come spiega il Sydney Morning Herald, l’infezione sembra essere più frequente negli esemplari affetti da FIV, l’equivalente felino dell’HIV, quindi con un sistema immunitario più debole rispetto ad animali perfettamente sani. Nei gatti colpiti da FIV, infatti, si rileva una percentuale del 10% di infezioni su tutti i gatti positivi, mentre per quelli negativi alla FIV la percentuale scende del 3.2%.

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Lo studio di questo virus sarà essenziale per trovare non solo nuovi trattamenti di cura per i gatti, considerato come per gli umani esista già una vaccinazione per l’epatite B, ma anche e soprattutto per comprendere maggiormente come questa famiglia si sia diffusa ed evoluta nelle varie specie animali. Considerato come l’infezione possa essere responsabile dell’apparizione di alcune forme di cancro, ricostruirne la storia potrebbe garantire una risposta più precisa per il trattamento di simili e gravi patologie.

22 maggio 2018
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