Può sembrare un controsenso, ma 12 gatti strappati alla vita randagia hanno trovato felicità e libertà all’interno di una prigione a Pendelton, negli Stati Uniti. Gli esemplari vivono all’interno della struttura, curati e amati dai detenuti stessi. I locali a loro destinati contemplano la presenza di cucce, cuscini, cestini, tiragraffi e passerelle per raggiungere comodamente il soffitto. Gli ospiti della prigione hanno il compito di occuparsi dei felini, di curarli e nutrirli in attesa che trovino una casa e una famiglia definitiva.

Un progetto davvero utile e importante, che supporta emotivamente e fisicamente sia i detenuti che i felini stessi. È quasi ironico che alcuni gatti abbiano ritrovato libertà e amore rinchiusi in una prigione, ma i detenuti si prendono cura di loro con molta passione, trascorrendo del tempo socialmente utile spazzolandoli, nutrendoli e facendoli giocare. Le fusa che elargiscono copiosamente confermano la piacevolezza della situazione, il benessere che riescono a vivere sulla loro pelle in prima persona.

Secondo Michelle Rains, portavoce del carcere, il progetto ha dato ottimi risultati favorendo un’interazione positiva tra animali e esseri umani. I gatti, liberi dalla costrizione delle gabbie del rifugio, trovano ironicamente all’interno della prigione lo spazio e la possibilità per la rinascita. Appaiono più tranquilli e a loro agio. Al contempo, i carcerati hanno la possibilità di sviluppare maggiore sicurezza e calma, oltre alle responsabilità nei confronti di una vita. Elementi molto utili per quando lasceranno il carcere.

Il personale, già operativo con un progetto simile con l’ausilio dei cani, spera anche in un aumento delle adozioni dei gatti presenti nella struttura, così da permettere un ricambio e nuove possibilità per altri trovatelli. Come sostiene Charles Baker, un detenuto, l’attività legata alla cura dei felini ha un impatto positivo su tutti i carcerati.

Questo è il momento migliore della mia giornata. È molto terapeutico. Dopo averlo fatto un paio di volte mi manca venire qui anche nel mio giorno di riposo.

14 aprile 2015
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