Gatti razzo per attaccare i nemici in manuali del 1500

Gatti a propulsione da impiegare nelle operazioni di guerra. No, non si allarmino gli animalisti alla lettura: non si tratta della proposta di qualche scellerato esercito per la conquista di nuovi territori e, fortunatamente, nemmeno dell’ultima trovata di qualche remoto regime totalitario. Il proposito raccontato è un incredibile progetto risalente addirittura al 1500, di recente rinvenuto in un manuale in lingua tedesca. E il ritrovamento ha lasciato gli esperti di stucco: è frutto soltanto di una fervida fantasia o l’ingegnoso sistema è stato davvero sperimentato?

Il manuale è stato digitalizzato dall’Università della Pennsylvania e sta facendo rapidamente in giro del globo, anche grazie ad alcuni interventi virali di un blogger australiano. Nel libro, un compendio in lingua tedesca sulle migliori strategie di guerra, si illustra la possibilità di legare un razzo al dorso di un gatto, per appiccare fuoco alle roccaforti nemiche quando non direttamente raggiungibili dall’uomo. Un intervento kamikaze per questi poveri felini, una visione fantascientifica se osservata con gli occhi di uno studioso moderno. Eppure, se si modifica la prospettiva, ecco apparire un contorno di plausibilità anche oltre 5 secoli fa.

Nelle illustrazioni allegate al manuale si ammira un micio tigrato, con indosso una sorta di zaino, un razzo dalle cui estremità fuoriescono delle minacciose fiamme. Non sarebbe però stato pensato per agevolare i salti dell’animale né tantomeno per consentirgli il volo, così come oggi immagineremmo un missile, bensì come semplice serbatoio infuocato. Il gatto, forse spaventato da fiamme e calore, con questo marchingegno sarebbe corso a folle velocità verso i castelli dei nemici, per rifugiarsi in qualche anfratto e appiccare, da kamikaze inconsapevole, il fuoco.

Se si vuole conquistare una città o un castello, si cerchi di ottenere un gatto di quel posto. Si leghi un sacco sulle spalle del felino, lo si incendi, si alimentino le fiamme per bene e si lasci quindi scappare l’animale, affinché corra verso la sua abitazione per nascondersi dalla paura. Il posto dove si rifugerà prenderà fuoco.

Così come sottolineano gli esperti, dai reperti storici non sembra che questo sistema sia mai stato realmente sfruttato durante le guerre. Allo stesso tempo, però, non lo si può nemmeno completamente escludere: considerato come i dati giunti fino ai giorni nostri siano decisamente esigui.

6 marzo 2014
Fonte:
Immagini:
I vostri commenti
carla levrino, venerdì 7 marzo 2014 alle9:26 ha scritto: rispondi »

Purtroppo mi sembra molto normale.........ricordo di aver letto di piccoli animali usati ai giorni nostri come micce per diffondere le fiamme nell'incendio di zone boschive..........quanto ci fai andare che erano tutti gatti e magari neri ????!!!!??????

Carla, giovedì 6 marzo 2014 alle15:32 ha scritto: rispondi »

Trovo diseducativo divulgare sul web una notizia del genere ! Sapete quanti scemi idioti ci sono al modo ? e quanti di questi scemi idioti si sentiranno miseramente importanti emulando certe scelleratezze ?

Lascia un commento