Sono molti i gatti randagi che vivono sia nelle città che nei piccoli centri urbani, spesso organizzati in colonie feline del tutto tutelate dalla legge. Che cosa fare, però, per garantire loro un inverno sereno, anche in vista dell’abbattimento delle temperature tipiche di gennaio e febbraio?

Come già accennato, le colonie feline sono tutelate specificatamente dalle legge e, di sovente, sono gestite e accudite da volontari e volontarie. Prima di effettuare qualsiasi azione, perciò, sarà necessario informarsi sulle persone eventualmente preposte per la cura dei gatti. In questo modo, si otterranno dettagli preziosi su ciò di cui gli animali hanno davvero bisogno, il tutto coordinato da appassionati esperti e ben consapevoli delle esigenze del territorio.

La prima questione da affrontare in inverno è ovviamente quella del freddo, soprattutto nelle ore notturne. Qualora la colonia felina fosse vicino alla propria abitazione, o i gatti fossero soliti soggiornare nel proprio giardino, sarà utile predisporre un piccolo angolo coperto, un improvvisata cuccia al riparo dalle intemperie. Il giaciglio potrà essere riempito con vecchi maglioni o abiti ormai dismessi, che permetteranno ai mici di mantenersi al caldo. In caso, invece, si volesse aiutare un gruppo di gatti ben più distanti e gestiti dai volontari, una donazione in coperte potrebbe essere sempre ben gradita.

Il secondo problema connesso alla temperatura è quello dell’alimentazione. Predisporre una ciotola d’acqua tiepida in giardino è molto importante, poiché i gatti potrebbero faticare a trovare fonti da cui abbeverarsi data la facilità con cui l’acqua ghiaccia con le gelate notturne. Inoltre, utile sarà verificare che nelle aree in cui i felini sono soliti aggirarsi non vi siano residui di antigelo e altri prodotti chimici, spesso utilizzati in inverno per rimuovere il ghiaccio dai vetri delle automobili o dai viali, ma assolutamente letali per gli amici a quattro zampe se ingeriti. Sul fronte del cibo, sempre in coordinamento con i gestori della colonia, qualsiasi provvista è sempre ben accetta. Oltre al cibo secco, che ha la particolarità di mantenersi a lungo nel tempo, indicati saranno anche dei pasti caldi preriscaldati, pensati per aiutare gli esemplari a sconfiggere il freddo.

Infine, meglio prestare attenzione alla differenza tra un gruppo di gatti tutelati e alcuni esemplari singoli, forse smarriti. Gli esemplari appartenenti alle colonie feline non sempre sono adatti per la vita domestica, poiché non abituati a un contatto costante con l’uomo. Per questo, prima di cedere alla tentazione di portarli a casa, è bene sempre informarsi presso le autorità locali per accertarsi la loro provenienza, così come dai responsabili di zona. I mici smarriti, invece, generalmente vivono in solitaria e risultano meno intimoriti dalla presenza umana: in caso un collarino non fosse presente, sempre tramite le autorità si potrà cercare di identificarne il legittimo proprietario.

2 gennaio 2015
I vostri commenti
antonio da bologna, sabato 3 gennaio 2015 alle11:37 ha scritto: rispondi »

personalmente ho 2 micie ed 1 micio : 1 micia ha ormai 17 anni e non la metti fuori casa manco col fucile : 1 micia assolutamente nera che perde il pelo in marzo e lo conserva corto fino ad ottobre quando ricomincia a crescere divenendo lungo e folto ...si comporta molto educatamente uscendo in certe ore del giorno e ricoverandosi la notte : 1 micio che non si lascia avvicinare facilmente ,piuttosto irascibile ma che rifiuta assolutamente di entrare in casa ....dorme in cantina : sono stati sterilizzati tutti 3 , non fanno comunella né tentano approcci .....si riuniscono ed attaccano qualunque altro gatto si avvicini al loro territorio ......lasciano tuttavia scorrazzare topolini ed uccelletti pretendendo la "pappa" dal sottoscritto almeno 2 volte al giorno . La morale ? ...non ci sono piu' i gatti di una volta !

Lascia un commento