La meravigliosa Città Proibita in Cina da qualche tempo può avvalersi della presenza di circa 200 guardiani molto speciali, così efficienti da tenerla pulita e libera da molti ospiti indesiderati. Le guardie in questione non sono soldati o forze speciali, ma un gruppo molto ampio di gatti randagi pronti a tenere alla larga topi e parassiti dal luogo storico. Secondo i responsabili del palazzo imperiale, alcuni dei mici presenti potrebbero avere origini nobili, magari discendenti dai gatti appartenuti alla famiglia reale.

Da circa 5 anni ben 181 gatti sono stati sterilizzati per impedire una proliferazione indiscriminata, ognuno di loro è contrassegnato ed è presente all’interno di un libro maestro. La documentazione contempla il tipo di operazione eseguita, vaccinazioni, identificazione, nome, stato di gravidanza e il quantitativo di soldi spesi singolarmente. Dal 2009 al 2011 la cifra investita è di circa 3.023 dollari, un dato irrisorio che non ha intaccato il bilancio del museo e i soldi destinati a esso. I gatti sono quindi seguiti e curati, prendono le vitamine e durante la stagione fredda sono accolti all’interno degli edifici. Liberi di circolare nello spazio della Città Proibita, ne preservano lo stato di salute da infezioni e topi.

Ma Guoqing, direttore del dipartimento risanamento del Museo di Palazzo, segue la sorte dei 200 guardiani felini e si preoccupa che la loro presenza, gli escrementi e i bisogni non siano di intralcio per il pubblico. Del resto la condizione della Città Proibita è atipica rispetto allo stato di salute dei gatti sparsi per l’intera Cina. I felini sono spesso motivo di lamentela da parte dei cittadini che non esitano a chiamare le forze dell’ordine per scacciare i randagi. Nonostante la soluzione sia a portata di mano, i cinesi trovano innaturale la sterilizzazione consentendo così la proliferazione indiscriminata.

La convivenza e la condizione dei gatti all’interno della Città Proibita lancia una nuova sfida nei confronti dei diritti degli animali. Una nuova strada che potrebbe ricevere l’interesse e l’emulazione dei singoli cittadini, ma anche degli uomini di potere. La Cina segue ancora tradizioni antiche dove il gatto trova purtroppo posto nella cucina, parte integrante di ricette e pietanze.

28 febbraio 2014
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