Adottare i gatti randagi per salvare la popolazione di uccelli marini, fra le prede più ambite dai felini. È questo il singolare progetto avanzato in Giappone, dove i volatili dell’isola di Mikura sarebbero messi in pericolo dalle colonie feline residenti. Nonostante campagne di cattura e sterilizzazione, sembra che oltre 500 gatti soggiornino sulla piccola isola, causando non pochi problemi di sopravvivenza e biodiversità.

L’iniziativa è stata avanzata dallo Yamashina Institute for Ornithology: uno schema strutturato di adozione felina, infatti, potrebbe cambiare le sorti dei molti uccelli autoctoni che vivono sull’isola. Stando a quanto sarebbe stato ipotizzato, si cercherà di coinvolgere i cittadini con un’adozione volontaria, partendo però dai cuccioli. Questo poiché si tratta di gatti non abituati alla convivenza con l’uomo, quindi un’adozione in tenerissima età non farà altro che facilitarne il percorso d’adattamento. Così spiega Nariko Oka, un ricercatore dell’istituto:

Lasciare sull’isola i gatti randagi, dotati di alte capacità di caccia, metterà numerose varietà di animali a rischio d’estinzione.

Emblematico sarebbe il caso delle berte, diminuite nei decenni a ondate preoccupanti. Sarebbero oltre 20.000 gli esemplari cacciati ogni anno dai gatti, tanto che la popolazione attuale si attesterebbe sui 770.000 uccelli contro gli 1.75 milioni rilevati alla fine degli anni ’70.

Non è la prima volta, tuttavia, che i mici randagi vengono accusati di essere dei veri e propri serial killer. In uno studio condotto dal Smithsonian Conservation Biology Institute, pubblicato sul Nature Communications Journal nel 2013, i gatti statunitensi sarebbero responsabili della morte di 3,7 miliardi di uccelli e di 20,7 miliardi di topi e altri mammiferi. Simili risultati si sarebbero verificati nel Regno Unito, dove i felini farebbero incetta di pettirossi, merli e passerotti. E proprio Oltremanica arriva un consiglio semplice dagli esperti: sarebbe sufficiente dotare i gatti domestici di un collare con campanellino, affinché il rumore funga da allerta preventiva per i simpatici volatili.

4 febbraio 2015
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