I gatti domestici possono influire in modo determinante sulla popolazione di uccelli e roditori in libertà, ma i proprietari paiono essere poco informati sulle abitudini di caccia degli amici a quattro zampe. È quanto svela uno studio nel Regno Unito, dove emerge una scarsa preparazione dei proprietari sul possibile impatto dei loro animali domestici sulle specie locali.

Lo studio ha analizzato il comportamento dei gatti in due differenti località britanniche, Mawnan Smith e Thornill. Dalle indagini è emerso che, sebbene i proprietari fossero consapevoli della natura da predatore del loro gatto, ben in pochi han dimostrato una sufficiente conoscenza del numero di esemplari uccisi dai felini. La maggior parte degli intervistati non pensa che i quadrupedi incontrollati possano costituire un danno per la vita delle specie selvatiche, sebbene la maggioranza concordi con la necessità di sterilizzare gli esemplari e provvedere maggiormente al loro welfare. Questa indicazione, secondo i ricercatori, suggerisce come gli interventi di salvaguardia delle specie selvatiche debbano passare per i temi del benessere e della cura dei felini, affinché possano essere facilmente accolte dai proprietari.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Ecology and Evolution, è stato condotto da un team di ricercatori da diversi atenei, tra cui il Centre for Ecology and Conservation della University of Exeter e della Queen Mary University di Londra. Così ha commentato la ricercatrice Jenni McDonald:

Il nostro studio dimostra come i proprietari di gatti non accettano che i loro animali siano una minaccia per la vita selvatica e si oppongono alle strategie di gestione, fatta eccezione per la sterilizzazione. […] Se vogliamo ridurre il numero di morti selvatiche causate dai gatti, dovremmo usare il welfare felino come metodo per incoraggiare i proprietari a lasciarsi coinvolgere.

Un totale di 58 nuclei, per 86 gatti, è stato coinvolto nello studio. Ai partecipanti è stato somministrato un questionario per vagliare se i proprietari fossero a conoscenza delle abitudini di caccia dei loro mici, così come del numero di prede catturate in media in un determinato periodo. Nel Regno Unito si stima una popolazione di 10 milioni di gatti e, sebbene il singolo esemplare raramente uccida più di un paio di uccellini o roditori al mese, è il numero cumulativo a destare preoccupazione. Tra le pratiche di contenzione negli anni sviluppate, oltre alla sterilizzazione, anche speciali collari con campanelli, in grado di avvertire le specie in pericolo dell’arrivo del gatto e fuggire per tempo.

26 giugno 2015
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