Un condominio di Rho, in provincia di Milano, balza sulle cronache nazionali per il destino subito da alcuni gatti randagi: alcuni esemplari sarebbero stati murati vivi nelle intercapedini del palazzo. La reazione degli animalisti è durissima, per quella che pare essere una guerra locale tra amanti degli animali e condomini spaventati dalla loro presenza. E il tutto finisce all’attenzione della Procura della Repubblica del Tribunale di Milano, per capire se vi siano gli estremi per qualche reato.

Sono tre le palazzine coinvolte, in un complesso costruito negli anni ’80 e immerso in un parco di ben 3.000 metri quadrati. Così come naturale quando si hanno a disposizione spazi all’aperto sufficientemente estesi, una colonia felina di 20 esemplari ha deciso di fare del giardino la propria casa. Censita e protetta, la colonia non presenta però gatti sterilizzati, che continuano così a riprodursi non sempre fra gli entusiasmi dei condomini. Qualche tempo fa l’assemblea condominiale ha deciso di far chiudere le intercapedini aperte delle pareti – alcuni sostengono per evitare l’intrufolarsi dei gatti, altri per garantire la sicurezza degli inquilini – ma qualcosa non è forse andato per il verso giusto.

Secondo quanto riportato sulla stampa locale, l’addetto alla sigillatura non avrebbe controllato la presenza di felini all’interno degli spazi da sigillare, sebbene pare fosse in buona fede. Così cinque mici sarebbero rimasti intrappolati nelle pareti: due si sarebbero salvati – uno fuggendo da un tombino e l’altro mostrando all’esterno la sua zampetta dopo quattro giorni di reclusione – degli altri non si ha invece alcuna notizia.

Non si tratterebbe però di un episodio isolato: così come racconta una volontaria alla redazione de Il Giorno, lo scorso autunno alcuni esemplari sarebbero stati uccisi con del veleno per topi, sostituito ai pasti nelle apposite ciotole. Vi sarebbe stata anche un’autopsia veterinaria che avrebbe confermato la presenza della sostanza killer nel sangue dei gatti deceduti, ma i colpevoli non sarebbero ancora stati identificati.

Si ricorda come le colonie feline siano tutelate dalla legge 281 del 1991, che spiega non solo come i gatti non possano essere spostati e come sia loro diritto essere nutriti e accuditi, ma anche come sia l’Asl il soggetto incaricato delle sterilizzazioni: tutte imposizioni di legge che si applicano anche nei condomini, indipendentemente dalla volontà dell’assemblea.

13 gennaio 2014
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I vostri commenti
gabry, martedì 11 febbraio 2014 alle7:17 ha scritto: rispondi »

Ma perchè ogni giorno si devono leggere soprusi fatti ai cani ed ai gatti che non si possono difendere . Recintiamo e muriamo il condominio vediamo come si sentono i condomini !!!

luisanna, lunedì 3 febbraio 2014 alle16:10 ha scritto: rispondi »

FANNO SOLO E SEMPRE SCHIFO COLORO CHE UCCIDONO I GATTI RANDAGI ACCUDITI E TUTELATI DALLA LEGGE E DALL'OPERA, DIMENTICATA DA TUTTI, DELLE PERSONE DI BUONA VOLONTA'. IO DICO ALLE PERSONE DI BUONA VOLONTA' CHE I GATTI SI POSSONO STERILIZZARE ANCHE GRATIS AD OPERA DEI SERVIZI VETERINARI LOCALI E CHE DEVONO RESTARE LIBERI ANCHE NEI CONDOMINI CHIUSI. COSI' VIENE SANCITO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI MILANO. COSA DIRE A CHI LI PERSEGUITA: CHE FARANNO LA LORO STESSA FINE FINO ALLA SETTIMA GENERAZIONE. OLTRE A PAGARNE LE CONSEGUENZE CON IL CARCERE E LE MULTE.

vilma, martedì 14 gennaio 2014 alle18:26 ha scritto: rispondi »

dovrebbero essere tutti perseguiti penalmente! vergogna

Carla, martedì 14 gennaio 2014 alle13:10 ha scritto: rispondi »

Visto che sono recidivi dovrebbero essere perseguiti penalmente TUTTI I COMPONENTI il Condominio

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