L’universo della robotica si ispira spesso alle specie animali, dagli insetti per il volo di piccoli droni ai pesci rossi per inviare telecamere radiocomandate sott’acqua. L’ultimo esperimento in questo senso vede la costruzione di speciali robot, capaci di saltare e atterrare nel modo più delicato possibile. Come? Ispirandosi ovviamente ai gatti.

I ricercatori della Georgia Tech stanno analizzando a fondo il comportamento dei gatti per aiutare a migliorare la fluidità dei movimenti robotici, sia in fase di lancio che d’atterraggio. D’altronde i felini sono maestri di salti e di appoggio, proprio per la loro capacità di atterrare sempre sulle zampe qualsiasi siano le condizioni di caduta.

Questa capacità è garantita da una particolare conformazione della colonna vertebrale, in particolare alla spina dorsale particolarmente flessibile e all’assenza di una vera e propria clavicola. Grazie a queste peculiarità, i gatti possono rapidamente girarsi in volo, così da atterrare sempre sulle loro zampe.

Grazie al lavoro di Karen Liu, professore associato della School Of Interactive Computing (IC) della Georgia Tech, lo studio della caduta fisica dei felini è applicato a delle gambe robotiche, che permetteranno in futuro di elaborare diversi strumenti utili per l’uomo, dalle situazioni di salvataggio dopo un incidente all’esplorazione di siti inaccessibili. Il lavoro sarà però particolarmente lungo poiché, sebbene a livello di intelligenza artificiale i robot possano calcolare tutte le variabili per un impatto soffice come quello del micio, i motori di rotazione nelle gambe non permettono di sfruttare altrettanta velocità. Un fatto che però è meno evidente dalle grandi altezze, simulate in laboratorio grazie a speciali ventole di riproduzione dell’attrito dell’aria, dove i macchinari hanno tutto il tempo necessario affinché i loro motori si attivino. Servirà ancora del tempo, di conseguenza, per vedere dei gatto-robot all’opera, ma le sperimentazioni sono promettenti e la ricerca continua senza sosta.

18 novembre 2014
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