L’ictus è una patologia che accomuna l’uomo al gatto: coinvolge l’emisfero cerebrale e il suo afflusso di sangue. Può risultare transitorio e di breve durata con regressione dei sintomi in 24 ore, ma può ripresentarsi determinando una fase acuta. La mancanza di sangue al cervello può creare una sorta di afasia dello stesso, con danni permanenti o parziali. Le conseguenze sono relative problematiche di tipo motorio, visivo e d’equilibrio. A differenza dell’uomo l’ictus colpisce il gatto in maniera meno grave, ma è indispensabile osservare il comportamento dello stesso e condurlo dal veterinario per una diagnosi approfondita.

Le cause, come anticipato, sono riconducibili alla temporanea perdita di flusso di sangue nel cervello. Questo è dato da un’occlusione delle arterie, dalla presenza di un coagulo con relativa embolia, quindi dalla formazione di una trombosi. Si può sviluppare anche una emorragia con travaso di sangue direttamente nella zona cerebrale. Il gatto può risultare predisposto, oppure la problematica può essere riconducibile allo stile alimentare dello stesso o all’età avanzata, perciò alle relative condizioni di salute.

Come riconoscere un ictus

gatto ictus

Man sitting on armchair holding and petting pet cat via Shutterstock

Quando il gatto appare strano, stanco, assente anche se con gli occhi aperti è importante valutare rapidamente se i sintomi presenti non siano identificabili con l’ictus. Il micio può apparire presente ma senza dare segni di reazione, quindi perdere l’equilibrio oppure ruotare in circolo. Ma anche risultare parzialmente o completamente paralizzato, con la testa ripiegata di lato. Altri sintomi possono essere convulsioni, perdita della vista, assenza di risposta al richiamo, svenimento e incoscienza. Può anche mostrare segni di ripresa ma camminare in modo scoordinato, senza un equilibrio preciso e non seguendo una linea retta. L’animale appare poco presente e molto confuso.

In caso di incoscienza temporanea il micio può mostrare lievi segni di ripresa, quindi ricominciare a nutrirsi con cibo molto morbido e prestare attenzione alla cura personale. In questo caso è utile intervenire idratandolo appositamente con una siringa senza ago ma piena d’acqua. Si somministra il liquido ogni 30 minuti massimo ogni ora, reclinando leggermente all’indietro la testa del micio e inserendo la siringa a lato bocca. Nel frattempo sarà utile consultare immediatamente un veterinario, quindi condurre Fufi presso il primo centro disponibile. Il procedimento di recupero di un gatto è molto più rapido rispetto a quello umano, ma non è mai totale.

Esami e cura

Per evitare l’arrivo di un ictus è bene effettuare esami costanti, quindi mettere in atto una fase preventiva per scongiurare il peggio. Magari associando un’alimentazione sana, corretta e anche un blando movimento che tenga l’animale attivo. In caso di ictus il veterinario effettuerà gli esami di rito, per questo la tempestività è importantissima. Verranno praticati test neurologici, magari una risonanza e se necessario una TAC. Il primo approccio è una terapia a base di fluidi, ossigeno e antinfiammatori che potrà proseguire anche in ambiente domestico. Nel caso l’ictus sia stato blando sarà possibile un recupero quasi completo dell’animale, magari attraverso una semplice riabilitazione motoria anche in acqua. In caso contrario è probabile l’immobilità che potrebbe richiedere assistenza, specialmente se il micio è anziano e debole. Importante mostrare la propria presenza, per aiutare il recupero dell’umore.

15 settembre 2014
I vostri commenti
paola, domenica 1 febbraio 2015 alle19:00 ha scritto: rispondi »

Paola. ciao a tutti ho bisogno del vostro aiuto. 3 settimane fa ho fatto sterilizzare la mia gatta di 5anni. volevo farla accoppiare ma si rifiutava cosi mi sono decisa. per 15 giorni nn ha mangiato e oggi all' improvviso non muove piu' le gambe posteriori. il veterinario dice che ha avuto l'ictus. temo che non si riprenda piu'. a qualcuno e' successa la stessa cosa?

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