Gatti: animali amabili e giocherelloni, quanto indipendenti e solitari. I quadrupedi d’affezione dalla coda vibrante sono gli esseri più ambiti per chi adora una compagnia affettuosa, ma al contempo autonoma. Ogni felino ovviamente possiede una propria indole e predisposizione, quindi un carattere che lo distingue dai suoi simili. Ma la nomea di essere asociale non gli si addice, a dispetto dei luoghi comuni che incidono sulla sua immagine. Il quadrupede di affezione è un essere molto sociale che, quando è piccolo, vive a stretto contatto con la madre. Durante la crescita, se libero, confluisce all’interno di singoli gruppi mantenendo la propria autonomia. Ma il comportamento da branco è replicato anche all’interno delle mura domestiche, dove l’uomo e gli altri animali diventano la sua famiglia.

Animali curiosi, intraprendenti, a volte timidi e a volte selvaggi, spesso affettuosi e coccoloni ma anche timidi e insicuri. I gatti sviluppano caratteristiche specifiche frutto dell’esperienza personale, con cui si confrontano sin dai primi giorni di vita. Leggende e falsi miti, con il tempo, ne hanno distorto l’immagine e in molti sono convinti che bambini e gatti difficilmente possano convivere. Nulla di più errato, il pregiudizio spesso condiziona le opinioni generali favorendo idee confuse nei riguardi di questo animale così intelligente. Le false credenze nel tempo, ma anche nella storia, hanno impedito a molti di accogliere un felino in casa migliorando così la propria vita. In diversi casi le maldicenze hanno impedito adozioni da gattili e colonie feline, che avrebbero così permesso salvataggi importanti e vitali.

Gatti e bambini, amicizia possibile?

Il più duro dei pregiudizi riguarda proprio la convivenza tra i gatti e i bambini, quali responsabili della trasmissione di svariate malattie. Ma in realtà le infezioni o le patologie feline non sono contraibili dai più piccoli, in particolare se i bambini sono sani e non sottoposti a qualche terapia farmacologica particolarmente impegnativa come una chemioterapia. In ogni caso, anche in presenza di un graffio, si può prevenire l’infezione disinfettando la parte interessata. Favorendo al contempo un ambiente pulito, sano e le corrette vaccinazioni del gatto.

Un’altra credenza è legata alla figura del gatto nella culla come responsabile del soffocamento del neonato. In realtà il felino ama i luoghi caldi e morbidi, come quello rappresentato dal letto del piccolo, ma sicuramente non adora i vagiti del piccino. Difficile che l’animale possa agire cercando di far del male al cucciolo d’uomo, basterà in ogni caso monitorare la rispettiva vicinanza per determinare il tipo di affiatamento. Per quanto riguarda le allergie al pelo del micio, un bambino può svilupparle a prescindere dalla presenza del gatto in casa. Al contrario crescere con un animale ridurrà la possibilità di cadere vittima di questa problematica.

Sempre nei riguardi del pelo la credenza generale è che sia facile da inalare e quindi mortale. Ciò non è realistico, ma l’unica problematica è legata all’allergia per cui si può essere predisposti o meno come già anticipato. Infine in molti temono gelosie da parte del felino nei confronti di un neonato, quindi di una new entry casalinga. In realtà la diffidenza naturale del micio potrebbe essere annullata permettendogli di interagire positivamente con il piccolo. Quindi senza escludere Fufi ma trattandolo come membro effettivo del piccolo branco, anticipando l’ingresso casalingo facendogli annusare giochi e oggetti del bambino.

22 febbraio 2016
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