Tradizione popolare vuole che i gatti non amino l’acqua, eppure un tuffo in piscina potrebbe essere davvero salvifico per la loro salute. Si moltiplicano così i corsi di nuoto e di riabilitazione per felini domestici, soprattutto quelli anziani, così da garantire loro una vita più serena e priva di dolore.

Come tutti gli animali domestici, raggiunta la terza età anche per i gatti si sviluppa il rischio dell’artrite. Oltre al trattamento farmacologico che verrà prescritto dal veterinario, il movimento è il principale mezzo per mantenere le articolazioni in forma e ridurre il dolore. Un gatto malato, tuttavia, potrebbe essere poco incline all’esercizio: ecco perché la riabilitazione e la fisioterapia risulta necessaria. Di tutte le discipline disponibili, l’idroterapia è quella che fornisce i risultati migliori. Ma come convincere il micio a buttarsi in piscina?

Una storia certamente singolare proviene da Roy, un micio rosso di proprietà di Polly Noviss. In collaborazione con The Dog Studio, una piscina inglese attrezzata per cani, il felino è diventato il primo test per un corso che verrà aperto il prossimo anno. Pare che l’animale abbia sempre dimostrato una certa attrazione per l’acqua, tanto da seguire la proprietaria in doccia, quindi il suo impatto con il nuoto è stato dei più sereni. Un nuotatore nato, Roy ha permesso di raccogliere informazioni importanti sul comportamento felino in acqua affinché i prossimi corsi di idroterapia siano i più sicuri e rilassati possibili.

L’idroterapia per i mici è ormai studiata da diversi anni e ha dimostrato di essere un aiuto efficace per varie patologie degli animali. Oltre alla già citata artrite, è indicata dopo un incidente con ferimento degli arti, per stimolare la circolazione in quegli esemplari affetti da paralisi alle zampe inferiori, ma anche come rimedio di sfogo e relax per quei gatti con disturbi comportamentali.

13 novembre 2014
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