È servita la scienza per sciogliere una delle convinzioni più comuni sull’universo degli animali domestici, quella che vede i cani come esemplari fedeli e amorevoli, contrapposti agli indipendenti e solitari gatti. Anche i felini amano profondamente l’uomo e manifestano disagi dalla sua mancanza. Una condizione che di certo non rappresenterà una sorpresa per gli appassionati dei quadrupedi miagolanti, ma di certo utile per abbattere stereotipi e credenze popolari.

Lo studio è stato condotto dalla Oregon State University: i ricercatori hanno voluto indagare il comportamento felino, per smentire alcuni dei preconcetti sulle inclinazioni dei gatti. Tramite una lunga serie di test cognitivi, gli esperti hanno indagato abitudini ed esigenze di 50 esemplari, sfruttando tecniche già applicate in passato su cani e tartarughe. Ed è quindi emerso come non solo i felini amino la compagnia degli umani, ma anche come siano capaci di garantire amore e fedeltà tanto quanto le controparti canine.

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A scopo di test, il campione di gatti è stato privato per qualche ora di alcuni stimoli, quali il gioco, l’interazione con gli umani e il cibo. Nulla, naturalmente, che potesse creare stress e sofferenza negli esemplari, bensì delle limitazioni innocue poiché ridotte dal punto di vista temporale. Dopodiché, ai gatti è stata proposta la scelta fra diverse attività preferite, quali la socializzazione con gli umani, del cibo, dei giocattoli e delle interazioni olfattive. Sebbene di primo acchito si potrebbe pensare gli animali abbiamo privilegiato il cibo sulle altre possibilità, i risultati sono stati invece schiaccianti a favore dell’interazione umana. Il 63% dei felini, infatti, ha preferito la socializzazione con una persona al cibo, a seguito della momentanea limitazione subita. Così spiega la ricerca:

Sebbene sia stato in passato suggerito come l’esistenza sociale dei gatti sia un continuum, forse più incline all’indipendenza, abbiamo scoperto come oltre il 50% dei gatti analizzati preferisca l’interazione sociale quando hanno a disposizione una scelta diretta tra l’interazione sociale stessa e altri stimoli a loro preferiti, tra tre categorie diverse.

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Non è però tutto, poiché la ricerca ha anche svelato come i gatti siano anche inclini all’apprendimento e al training, se eseguito rispettandone le esigenze. Sebbene le credenze popolari riservino unicamente ai cani la capacità di eseguire ordini o compiti codificati, quali riportare al proprietario una pallina, anche i gatti possono fare altrettanto. I felini devono però essere maggiormente motivati, con tecniche di rinforzo positivo e ricompense più frequenti.

Questo studio si inserisce in un filone già inaugurato lo scorso anno, quando in Svezia è stato analizzato il miagolio dei quadrupedi, per scoprire se vi fossero delle modalità di comunicazione riservate agli umani. È emerso come i gatto siano in grado di modificare acuti e melodie del miagolio, per trasmettere coinvolgimento emotivo nei confronti dei loro proprietari.

27 marzo 2017
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