Dei gatti a gravità zero, per dei vecchi esperimenti condotti dall’U.S. Air Force: quanto basta per far esplodere la polemica sui social network. Il tutto è apparso sulle pagine del Daily Mail, con la pubblicazione di alcuni filmati di vecchia data – lo si apprende anche dalla qualità della ripresa – che mostrano il processo d’adattamento dei mici in un aereo progettato per l’assenza di gravità. E le proteste degli utenti appaiono del tutto ingiustificate, proprio perché si tratta di documenti di decine di anni fa.

Non è certo una novità: anche sulla Terra l’assenza di gravità può essere riprodotta. Grazie a una speciale traiettoria aerea – in questo caso raggiunta con un C-131 – si possono ottenere circa 15 secondi di gravità zero in volo. Qualche decennio fa, l’U.S. Air Force ha voluto sperimentale quali effetti avesse questa condizione su gatti e piccioni, forse in previsioni di qualche esperimento spaziale poi mai effettivamente realizzato.

Il video mostra come, in una condizione di normalità, durante una caduta il gatto sia in grado di atterrare sempre sulle proprie zampe. Quando la gravità non c’è, il micio invece non riesce a roteare su se stesso e nemmeno a controllare i suoi tipici movimenti muscolari. Nulla di eccessivamente drammatico – i felini in questione non hanno subito danni – e dalla NASA assicurano come gli animali abbiano una grandissima capacità di adattamento allo spazio, tanto che ricerche condotte in passato hanno svelato come basti loro 15 minuti per riprendere possesso dell’ambiente e delle loro capacità motorie.

La reazione di utenti social e animalisti è stata però massiva. Ci si lamenta dello stress che questi gattini hanno probabilmente dovuto soffrire e, non ultimo, di come l’uomo sfrutti indebitamente gli altri esseri viventi per i propri scopi. Delle proteste però immotivate, verrebbe da dire, perché ovviamente non si tratta di un test odierno. Trattandosi di materiale proveniente dal passato – praticamente tra gli anni ’60 e ’70 – bisogna immedesimarsi nella cultura dell’epoca e accettare il fatto che vi fosse una sensibilità diversa sugli animali. Quello che oggi non ci appare normale, lo era 40 anni fa. E l’indignazione virtuale non potrà di certo cambiare il corso della storia.

20 settembre 2013
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