La festa di Halloween si avvicina e, come consuetudine, si moltiplicano le false leggende sui gatti. Non solo riguardo agli esemplari neri, ingiustamente tacciati di portare sfortuna, ma anche legate al quotidiano accudimento del felino. La RSPCA ha voluto smentire alcune di queste credenze completamente infondate.

Sembra incredibile, ma nell’era della digitalizzazione e dell’informazione accessibile a tutti vi è ancora chi rifugge dai gatti neri, poiché simbolo di cattiva sorte e malocchio. Un fatto che risale al Medioevo, quando ai felini venivano associate proprietà esoteriche legate alle streghe, rimasto purtroppo immutato fino ai giorni nostri. Tanto che, così come recenti ricerche svelano, i mici dal pelo più scuro non vengono quasi mai scelti per le adozioni in rifugio o in gattile. Di seguito, le 9 credenze più errate sulla vita dei felini:

  1. I gatti neri portano sfortuna: niente di più falso, la loro colorazione non deriva da riti mistici né dalla connessioni con il demonio, bensì è un normale tratto genetico. Più del 70% dei gatti presenti al mondo sono di colore bianco oppure nero, tutte le altre sfumature si racchiudono nel rimanente 30%;
  2. Donne incinte e gatti non possono convivere: il rischio in gravidanza derivante dalla vicinanza del gatto è quello della toxoplasmosi, un fatto che non richiede però l’allontanamento dell’animale dalle abitazioni. Il parassita, che nel felino completa il suo intero ciclo di vita, viene infatti espulso con le feci, per circa 10 giorni nell’intera vita del micio. È quindi indicato far eseguire le operazioni di pulizia della lettiera a un altro membro della casa, così da ridurre il rischio a zero, nonché seguire le normali norme d’igiene. Inoltre, serve una dovuta precauzione: se il gatto è domestico e nella sua esistenza ha sempre vissuto in appartamento, le possibilità che possa essere infetto sono remotissime;
  3. Le gatte devono partorire prima della sterilizzazione: stando alle rilevazioni RSPCA, un terzo dei proprietari di gatti ritiene debbano essere sterilizzati solo dopo la prima cucciolata, per precise questioni di salute. Niente di più falso: non solo l’intervento può essere eseguito prima di un’eventuale cucciolata, ma abbatte notevolmente il problema del randagismo;
  4. Il gatto ha nove vite: non vi sono specifiche evidenze sulla possibilità che i mici possano agilmente sfuggire la morte, nonostante la loro indole fortemente atletica. Anzi, spesso una condizione di malessere dell’esemplare non è segnalata, poiché l’animale teme che un atteggiamento di debolezza possa avvantaggiare i predatori. L’età media del gatto è di 14-20 anni;
  5. Il latte fa bene al gatto: si tratta di una falsa credenza dovuta alla golosità dell’animale. Quasi tutti i gatti perdono la possibilità di digerire il latte attorno alle 12 settimane: potrebbero quindi essere intolleranti alla sostanza. È meglio non esagerare con le porzioni, quindi vagliare i sintomi dopo l’assunzione come crampi, miagolii di dolore, feci troppo liquide;
  6. I gatti preferiscono stare in casa: sebbene i felini siano molto legati al loro territorio, una vita completamente in casa è spesso fonte di stress e comportamenti anomali. Il gatto è un animale territoriale, deve controllare il suo spazio d’azione dall’interno e dall’esterno, per questo è importante predisporre dei percorsi in giardino per dar sfogo alla sua indole. Qualora si fosse preoccupati dal rischio di fuga, o dal contatto con altri animali, in commercio esistono speciali recinzioni outdoor di sicurezza;
  7. Le fusa sono sintomo di felicità: l’animale fa le fusa solitamente quando pacifico e contento, ma spesso possono essere anche segnale di malessere. Il micio vi fa ricorso anche quando sente dolore o è impaurito, per rassicurare sé stesso;
  8. I mici cadono sempre sulle zampe: i felini hanno generalmente un ottimo senso dell’equilibrio, ma la possibilità di non ferirsi durante una caduta dipende sia dall’altezza che dalla velocità. Inoltre, il fatto di atterrare sulle zampe non previene traumi anche gravi agli arti inferiori;
  9. I felini sono notturni: il gatto effettivamente ama la caccia al buio, poiché più facile e ricca di prede, ma in realtà le sue ore di maggiore attività fisiologica sono all’alba e al tramonto.

27 ottobre 2014
I vostri commenti
Antonella, martedì 28 ottobre 2014 alle11:38 ha scritto: rispondi »

Sono la felice padrona di tre gatte, di cui una nera. Lei è bellissima e tenerissima. È stata abbandonata in una scatola mentre eravamo a Pantelleria da piccolissima e stava x morire. Io e mio marito ce ne siamo presi cure e poi l'abbiamo portata con noi a Palermo a casa. Adesso vive con noi e le sue due sorelline adottive.

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