Rendere più ambizioso l’obiettivo di riduzione dei gas serra al 2020, portandolo dall’attuale 20% al 30% rispetto ai livelli del 1990. Lo chiede una risoluzione approvata a larga maggioranza (44 voti a favore, 14 contrari, 1 astenuto) dalla commissione Ambiente del parlamento europeo.

Il testo, che tra qualche settimana sarà votato dal parlamento riunito in plenaria, chiede agli Stati membri di adottare provvedimenti decisi, come sgravi fiscali e investimenti importanti nella ricerca, per favorire il raggiungimento del nuovo target. Che non potrà comunque essere centrato, secondo la risoluzione, se non saranno raggiunti gli altri due obiettivi del “Pacchetto clima Ue”, quello sull’aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e l’altro, non ancora vincolante, sull’efficienza energetica.

La risoluzione dovrà ora passare il vaglio dell’intero Parlamento. La Plenaria in cui potrebbe essere discussa è prevista per il prossimo 23 giugno, ma dopo l’approvazione in Commissione, avvenuta con una maggioranza così larga, l’esito sembra scontato.

La posizione del parlamento europeo è cambiata rispetto allo scorso anno – commentato il redattore del provvedimento, l’olandese Bas Eickhout – c’è ora un ampio supporto verso un obiettivo di riduzione del 30% e una crescente consapevolezza che le politiche climatiche ambiziose siano nello stesso interesse economico dell’Europa.

La speranza degli europarlamentari è che il nuovo target venga ufficializzato entro la fine dell’anno. Secondo i dati contenuti nella risoluzione appena approvata, questo gioverebbe anche dal punto di vista sociale ed economico, permettendo la creazione di sei milioni di nuovi posti di lavoro.

25 maggio 2011
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