La carne, un tempo consumata solo saltuariamente, oggi è presente frequentemente sulle tavole con ripercussioni sia sulla salute che sull’ambiente. Il consumo di carne, in aumento soprattutto nei Paesi sviluppati, sta infatti facendo lievitare le emissioni di gas serra.

Secondo un recente studio le emissioni “nascoste” della filiera della carne causerebbero un aumento del 19% dei gas serra prodotti dai maggiori Paesi importatori. A effettuare questo calcolo sono stati i ricercatori dell’Università di Siena, in collaborazione con i colleghi dell’Università della California di Irvine e della Carnegie Institution for Science di Stanford.

Le analisi degli esperti, pubblicate sulla rivista Environmental Research Letters, per la prima volta hanno addebitato ai Paesi importatori di carne le emissioni di metano e protossido di azoto generate dagli allevamenti di bestiame, prima attribuiti alle nazioni esportatrici. Dai calcoli effettuati su 237 Paesi è emerso che negli ultimi 20 anni i gas serra “nascosti” derivanti dalla richiesta di carne sono aumentati del 19%.

Solo nel 2010 la carne prodotta in un Paese ed esportata ha generato 36.1 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, in gran parte attribuibili agli allevamenti bovini. Come illustrano gli autori:

Al momento, tutte le politiche ambientali trascurano le emissioni incorporate nel commercio. I Paesi non tengono conto delle emissioni di gas serra che stanno provocando altrove. In pratica, i Paesi importatori scaricano le proprie responsabilità in termini di emissioni ad altre nazioni.

In Europa il più grande importatore di emissioni nascoste è proprio l’Italia, che ogni anno acquista carne dalla Francia per un equivalente di 1,4 milioni di tonnellate di CO2. La maglia nera a livello globale spetta invece alla Russia.

Il Paese che esporta più carne è il Brasile a cui vengono addebitate le emissioni dei prodotti consumati in altri Paesi. Come ha spiegato Dario Caro, prima firma dello studio, le stime sull’impatto ambientale del consumo di carne sono ancora incomplete:

Ora vogliamo proseguire la ricerca, includendo tutte le emissioni che si producono non solo negli allevamenti, ma anche nella produzione industriale di carne e nel trasporto, oltre che nel consumo di terra, acqua ed energia necessario alla commercializzazione di questi prodotti a livello internazionale.

19 novembre 2014
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