Gas di scarico testati su scimmie: polemica sui produttori tedeschi

È polemica su alcune delle principali case automobilistiche tedesche, a seguito della pubblicazione di un’inchiesta da parte del New York Times. Secondo la testata statunitense, nel 2015 un gruppo di scimmie sarebbe stato forzatamente sottoposto all’inalazione di gas di scarico provenienti da automobili, per testarne gli effetti sull’organismo. Al centro delle critiche finiscono BMW, Daimler e Volkswagen, sebbene le società citate abbiano preso le distanze da quanto pubblicato dal quotidiano a stelle e strisce.

Secondo quanto apparso nell’articolo, tutto sarebbe accaduto nel 2015, presso un laboratorio di Albuquerque, in Messico. Dalle ricostruzioni emerse nel report, un gruppo di scimmie sarebbe stato chiuso in una gabbia dotata di vetrina e, calmati con la proiezione di cartoni animati, gli animali sarebbero stati costretti all’inalazione di gas di scarico mescolati ad aria per quattro ore filate. Tutti gli esemplari sarebbero sopravvissuti al test, ma non sono note le loro attuali condizioni di salute.

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La notizia, rimbalzata dagli Stati Uniti in Germania con un intervento del Bild, ha sollevato la dura reazione delle associazioni animaliste locali, così come al quotidiano stesso ha riferito Klaus Kronaus, rappresentante di un gruppo tedesco contro la sperimentazione animale:

Le scimmie sono animali che hanno bisogno di muoversi molto e già costringerle a sedere davanti a uno schermo è tortura in sé. I gas di scarico le espone poi a problematiche di salute.

Così come sottolineato da Il Sole 24 Ore, le case automobilistiche citate hanno voluto prendere le distanze da questi esperimenti, scusandosi con i consumatori e ribadendo il loro impegno per la protezione degli animali. A partire da Volkswagen, in una nota riportata dal quotidiano finanziario:

Siamo convinti che il metodo scientifico scelto in quella circostanza fosse sbagliato. Ci scusiamo per l’errore e per le sbagliate valutazioni commesse da alcuni.

Anche BMW ha pubblicato una nota, specificando la propria estraneità ai fatti, sempre come riferisce Il Sole 24 Ore:

Il Bmw Group non conduce studi su animali e non ha preso parte a questa sperimentazione. Per questo motivo non siano in grado di dare informazioni sul tema in oggetto.

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Daimler, infine, ha avviato un’indagine, ribadendo sempre la propria lontananza rispetto a quanto denunciato dal New York Times:

Prendiamo espressamente le distanze dallo studio. Abbiamo avviato un’indagine per capire come siano andate le cose. Gli esperimenti animali nello studio sono superflui e ripugnanti.

29 gennaio 2018
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