Gas di scisto: il Regno Unito dice sì al fracking

Ed Davey, ministro dell’Energia e del Cambiamento climatico del Regno Unito, ieri ha autorizzato la società petrolifera Cuadrilla a riprendere le estrazioni di gas di scisto nel Lancashire. Le trivellazioni di Cuadrilla erano state interrotte da un decreto governativo un anno e mezzo fa in seguito a due piccoli terremoti, avvenuti certamente a causa dell’iniezione di acqua, sabbia e solventi chimici nel sottosuolo al fine di estrarre lo shale gas.

Il ministro inglese ha giustificato la riapertura al fracking con la necessità di aumentare la sicurezza energetica del Paese e di abbassare il contenuto di carbonio dell’energia che muove l’economia del Regno Unito:

Lo shale gas rappresenta una nuova e promettente potenziale fonte di energia per il Regno Unito. Può contribuire in maniera significante alla nostra sicurezza energetica, riducendo la nostra dipendenza dal gas importato, come anche portarci verso un’economia low carbon.

La mia decisione è basata sull’evidenza. Giunge in seguito ad approfondito studio della più recente letteratura scientifica disponibile e all’apporto dei migliori esperti in questo campo

>> Scopri cos’è lo shale gas e perché è dannoso per l’ambiente

Nell’autorizzare Cuadrilla a riprendere le trivellazioni, però, Davey ha anche introdotto regole leggermente più stringenti per l’industria nazionale del petrolio che, prima di fare il buco, dovrà approfondire gli studi sui possibili rischi sismici legati al fracking e sulla presenza di faglie attive nel sottosuolo. Tali studi saranno vagliati dal Ministero dell’Energia che, se lo riterrà opportuno, potrà bloccare singoli progetti in caso di rischio sismico troppo elevato.

Tutto questo verrà gestito da un nuovo ufficio all’interno del Ministero dell’Energia, che ricorda molto la “interagenzia per lo shale gas” voluta in USA da Barack Obama, con competenze specifiche sugli idrocarburi non convenzionali. e Davey ha anche commissionato un apposito studio sui rilasci in atmosfera di metano derivanti dalle estrazioni con il fracking. Il metano è un gas serra oltre venti volte più potente della CO2 e può trovare vie di fuga imprevedibili dopo che il sottosuolo è stato bombardato con l’esplosivo e frantumato con le iniezioni di liquidi ad alta pressione.

Francis Egan, a di Cuadrilla, dopo aver ottenuto ciò per cui lottava da 18 mesi ha rilasciato dichiarazioni molto sobrie e, in un certo senso, l’ha messa sul “tecnico”:

L’esplorazione è necessaria per avere una migliore conoscenza di come lo shale gas può essere sviluppato in modo sicuro, in particolar modo dal bacino di Bowland. I costi tecnologici saranno più alti, ma scenderanno nel tempo man mano che l’industria cresce

Gli fanno eco le parole di Nick Riley, del British Geological Survey, secondo il quale il gas è il combustibile del futuro e il suo potenziale di sfruttamento nel Regno Unito devono essere accertate prima possibile:

Perforare e testare lo shale gas permetterà alla Gran Bretagna di capire se ha una risorsa economica e come potrebbe essere utilizzata con il minimo impatto sull’ambiente. Il gas è il combustibile fossile più verde e può avere un ruolo nella riduzione delle emissioni nei Paesi che dipendono dal carbone per la generazione elettrica, ma lo shale gas ha anche alte emissioni derivanti dall’energia usata per le trivellazioni e il fracking.

Se la generazione elettrica è abbinata con il sequestro e la cattura della CO2 allora la convenienza della produzione domestica di gas può essere combinata con emissioni molto basse e aiutare la Gran Bretagna a restare entro i limiti di emissioni

In realtà non è ancora chiaro se sostituire il carbone con lo shale gas faccia bene al clima oppure no. Lo sanno bene gli ambientalisti, sia inglesi che americani, che da tempo discutono sul boom statunitense del fracking degli scisti e delle possibilità che tale esplosione delle estrazioni di metano possa ripetersi in altre zone del mondo.

Greenpeace, ad esempio, ha deciso di mettere in luce le cinque differenze principali tra Stati Uniti (patria del boom del gas di scisto) e Regno Unito. Damian Kahya, ex giornalista della BBC adesso in forze all’energy desk di Greenpeace UK, le elenca così:

  1. Gli Stati Uniti hanno più gas della Gran Bretagna;
  2. Il gas estratto in USA resta nel mercato interno, quello inglese può essere venduto;
  3. I presupposti economici sono differenti;
  4. I costi e la geologia sono differenti;
  5. Gli inglesi non possiedono il sottosuolo (è di Sua Maestà).

La stessa Greenpeace, in passato, aveva messo in luce come lo shale gas possa essere economico ma altamente dannoso per il clima. Un’altra organizzazione ambientalista, Earthworks, aveva messo in luce i danni alla salute già causati dal fracking negli Stati Uniti mentre, tornando in Inghilterra, un sondaggio di ICM Research ha mostrato come i sudditi di Sua Maestà preferirebbero avere una pala eolica dietro casa piuttosto che una trivella che spreme gli scisti.

Fonti: Department of Energy & Climate change, The Guardian, Daily Mail, Greenpeace

14 dicembre 2012
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I vostri commenti
Angelo, lunedì 17 dicembre 2012 alle12:25 ha scritto: rispondi »

Perfetto ! Al Lancashire i terremoti, alla bassa modenese il gas inglese !  Ma come è ancora possibile che queste lobbies possano continuare a far il bello e brutto tempo a danno di chiunque ovunque ?  Resto di ..." scisto " ... leggendo che ancora che, nonostante le catastrofi, si pensi di sfrugugliare il sottosuolo in tal modo !... Ma che queste lobbies abbiano fatta loro la profezia dei Maya e quindi vogliano assecondarla in qualsiasi modo venga loro impunemente concesso ...! ?

Giuseppe Errico, sabato 15 dicembre 2012 alle12:00 ha scritto: rispondi »

Quante c.... riunite in quest'articolo . la lobby del petrolio è ancora fortissima non altrettanto quella delle fonti rinnovabili . Sono anch'io contrario allo shale gas ma non è questa la maniera di erudire l'opinione pubblica! Giuseppe Errico 

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