Gambero marmorizzato si clona da solo e aiuterà a combattere i tumori

Un gambero può aiutare a contrastare i tumori grazie alla ricerca scientifica. Si tratta del gambero marmorizzato, un crostaceo di cui esistono al mondo solo dei cloni, provenienti da un’unica femmina. È l’unico crostaceo che può effettuare un processo di riproduzione asessuata.

Quella del gambero marmorizzato è una storia molto particolare. Tutto è iniziato nel 1995 in Germania, quando il proprietario di un acquario notò la presenza nella vasca di esemplari femmine clonate da un singolo esemplare madre. Questo crostaceo negli ultimi decenni ha effettuato una vera e propria invasione dei laghi e dei corsi d’acqua di tutto il mondo, mettendo a rischio ecosistemi molto spesso delicati.

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Proprio per la sua aggressività è stato spesso paragonato ai tumori. A spiegare le analogie con le patologie gravi è il genetista evolutivo della Libera Università di Bruxelles Jean-François Flot, che ha parlato di un’espansione invasiva del crostaceo, che si diffonde asessualmente mettendo a rischio l’ospite, proprio come i tumori.

È un parassita che può causare molti danni, perché può mangiare foglie, lumache, pesci e insetti. La sua nascita non è avvenuta come specie a sé, dopo milioni di anni di evoluzione, ma è il risultato di un “errore” dell’uomo: è bastato mettere due specie differenti di gambero nello stesso acquario.

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Il risultato consiste in delle uova che non hanno la necessità di essere fecondate. Le femmine di questa specie sono in grado di diffondersi senza maschi. I recenti studi su questo crostaceo hanno messo in evidenza che tutte le femmine del gambero marmorizzato hanno la stessa struttura genetica.

Questi gamberi hanno la possibilità di adattarsi a moltissimi habitat, grazie ai meccanismi epigenetici che fanno da interruttori dei geni. Questo particolare comportamento è un meccanismo che si verifica anche nei tumori. Gli esperti si chiedono quale impatto possano avere i fattori ambientali sulla regolazione genetica e sull’epigenetica.

Trovare una risposta a queste domande può essere utile per aumentare le conoscenze sullo sviluppo dei tumori e per aprire nuove strade verso il futuro dei trattamenti delle patologie gravi.

9 febbraio 2018
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I vostri commenti
ritamir, sabato 10 febbraio 2018 alle11:12 ha scritto: rispondi »

Ottimo cibo per persone e pesci da allevamento... se solo fossimo capaci di capire idoni di madrenatura, invece di trattarli come problemi o, peggio, come spazzatura da distruggere.

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