I vantaggi della pet-therapy nel trattamento dei bambini affetti da autismo sono ormai da tempo riconosciuti: la presenza di cani e gatti aiuta i piccoli pazienti a comunicare con il mondo esterno, a uscire dall’isolamento e trovare la serenità. Non sono, però, solo Fufy e Fido a garantire un percorso evolutivo a questi bambini, ma potenzialmente tutte le specie addomesticabili o da giardino. È quel che succede negli Stati Uniti, dove una madre ha potuto assistere a netti miglioramenti del figlio grazie a cinque simpatiche galline. Galline che, purtroppo, rischiano di essere tolte alla famiglia.

Il tutto avviene a Brownsburg, nell’Indiana, dove cinque galline stanno contribuendo ad accrescere la qualità della vita di un bimbo autistico. Lo sostiene la madre, Sherri Frushon, decisa ad apparire sulla stampa internazionale per richiedere aiuto. Per quale motivo? Nella città in cui vive, per ospitare questi volatili serve una specifica autorizzazione, che la donna non sapeva fosse necessaria. E così si palesa all’orizzonte non solo una multa, ma anche la possibilità che gli animali vengano sottratti dalle autorità.

Il figlio, 10 anni, ama trascorrere gran parte del suo tempo in compagnia delle galline. L’accudimento, la pulizia del pollaio, la dedizione nel consegnare mangimi e altro cibo, pare abbiano aiutato il giovane a superare un forte senso di ansia, che ne rendeva l’esistenza complessa. Un miglioramento mai visto con altri trattamenti, spiega la madre, una risorsa irrinunciabile per il suo benessere. Considerato come la presenza di questi animali sia particolarmente comune in molti giardini a stelle e strisce e non solo, Sherri non ha pensato dovesse chiedere un’apposita autorizzazione. Qualche tempo fa, contattando le autorità locali per un’informazione, ha scoperto di non essere in regola con le normative locali. Non le resta quindi che pagare 2.500 dollari di multa o, in alternativa, sbarazzarsi dei polli entro 10 giorni. La donna ha quindi deciso di avviare una campagna sui social network e sulla stampa, per sensibilizzare al problema e trovare aiuto.

Sebbene dall’amministrazione comunale neghino di aver ordinato alla donna di liberarsi delle galline, si dovrà comunque passare per il processo di approvazione. Saranno necessari 600 dollari per la pratica, quindi la verifica di alcuni requisiti. Il processo, così come lamenta la madre, sarebbe però troppo ingegnoso – e oneroso, dati i costi che la famiglia faticherebbe a sostenere – e comprenderebbe anche la necessità di passare porta a porta in ogni abitazione del quartiere, per ottenere un’autorizzazione dai vicini per il possesso degli animali.

Una petizione online ha visto ben 33.000 firme, mentre sarebbe in corso anche una raccolta fondi per permettere alla famiglia di pagare tutte le spese necessarie. Vi sono comunque buone possibilità che la vicenda si concluda del migliori dei modi, poiché già esiste un precedente: in Florida, infatti, una famiglia ha ottenuto l’autorizzazione legale ad accudire polli in una cittadina dove sono vietati per ragioni di quiete pubblica, proprio perché medici e psicoterapeuti hanno confermato i miglioramenti su un altro bambino autistico.

8 agosto 2014
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