RAEE: CdM approva nuovo decreto sui rifiuti elettrici ed elettronici

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto sui rifiuti elettronici RAEE, recependo così la direttiva europea sullo smaltimento di questi rifiuti. Lo conferma il Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, specificando come si tratti di un passo importante per la semplificazione degli adempimenti ambientali.

La prima novità riguarda la facilitazione delle procedure per l’utente finale: quando il decreto entrerà in vigore, per i piccoli strumenti elettronici – quali uno smartphone – basterà rivolgersi a un grande negozio, che si occuperà dello smaltimento secondo gli obblighi di legge. Rispetto alle precedenti normative, non sarà più obbligatorio l’acquisto contestuale di un prodotto analogo. Si tratta di un progresso non da poco, perché l’assenza di una spesa obbligata incentiverà di certo i consumatori al corretto recupero di smartphone, lampadine, tablet, lettori multimediali e altri prodotti di piccole dimensioni, che spesso rimangono chiusi in cassetti – o, peggio, abbandonati nell’ambiente – per l’impossibilità di accedere a un sistema efficace di raccolta. Così ha spiegato il Ministro:

Questo renderà molto più semplice la raccolta e il recupero dei materiali delle apparecchiature e più agevole per i cittadini un comportamento ambientalmente corretto e virtuoso.

Il provvedimento recepisce quindi le direttive europee, che sul RAEE unificano tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Entrano nel gruppo anche i pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di innalzare gli obiettivi di raccolta e riciclo per ogni cittadino. Dai 4 chilogrammi pro-capite attuali, si passa al 45% e al 65% del peso totale del RAEE raccolto in relazione alle apparecchiature messe in commercio negli anni precedenti, rispettivamente per le scadenze del 2016 e del 2019.

Quello dei RAEE è un ambito molto delicato e di importanza primaria per l’ambiente, non solo perché i device elettronici si moltiplicano di giorno in giorno, ma anche per l’elevato impatto inquinante di circuiti e cavi, spesso ricchi di metalli pesanti, PVC, mercurio e altro ancora. Materiali in gran parte riciclabili e indispensabili proprio all’industria dell’elettronica.

15 marzo 2014
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