Si è svolto ieri l’incontro tra il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il commissario UE all’Ambiente Karmenu Vella durante il quale è stato fatto il punto sulle infrazioni che riguardano il nostro Paese. Galletti ricorda che abbiamo già pagato i 40 milioni forfettari di multa imposti dall’Unione Europea e ha assicurato che stiamo facendo il possibile per non pagare altri 42,8 milioni per ogni sei mesi di ritardo.

Si ricordano le sue parole a dicembre 2014, quando arrivò la condanna dalla Corte di Giustizia UE a pagare queste somme salate per non aver rispettato la sentenza del 2007 della stessa Corte, che aveva constatato l’inadempimento alle direttive sui rifiuti:

La sentenza della Corte di giustizia Europea sanziona una situazione che risale a sette anni fa. In questo tempo l’Italia si è sostanzialmente messa in regola.

Andremo in Europa con la forza delle cose fatte, lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni UE, per non pagare nemmeno un euro di quella multa, figlia di un vecchio e pericoloso modo di gestire i rifiuti con cui vogliamo una volta per tutte chiudere i conti.

Anche oggi ribadisce che le infrazioni sono passate da 29 a 17, di cui 15 di responsabilità regionale e solo 2 di competenza del Ministero dell’Ambiente. Passo in avanti che è stato riconosciuto anche dalla Commissione che, a detta del ministro si è dimostrata molto disponibile.

Il punto dolente è rappresentato secondo Galletti dai problemi di comunicazione tra il nostro Paese e la Commissione, peggiorati dalla divisione di competenze con le Regioni, che comunicano ognuna per sé e in modo diverso creando confusione. Ecco che, come dichiara il responsabile dell’Ambiente:

A ottobre noi abbiamo fatto un seminario in Italia con i tecnici della Commissione proprio per cominciare a comunicare in maniera univoca su questo.

Nei prossimi mesi intanto verrà presentato il Piano per la bonifica delle discariche, che ne hanno bisogno prima della chiusura perché, come dichiara il ministro:

La multa scatta se la discarica non è chiusa e se non è bonificata, ma non tutte hanno bisogno della bonifica e quindi in alcuni casi sarà sufficiente la chiusura.

Una prima audizione si avrà il 15 aprile relativamente alla Campania, il Piano di bonifiche dovrebbe impedire di pagare ulteriori sanzioni.

13 marzo 2015
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