Una buona notizia proviene dal mondo animale: la tartaruga Chelonoidis Elephantopus, una testuggine gigante studiata nel 1850 da Charles Darwin, non si sarebbe completamente estinta sull’arcipelago delle Galapagos. A svelarlo è un’ambiziosa ricerca genetica sulle isole Floreana e Isabela, che ha dimostrato come il DNA di queste testuggini sia ancora pienamente rintracciabile.

Nel corso degli ultimi cento anni, della tartaruga di Darwin non sì è più avuta traccia, tanto che la specie è stata considerata estinta da tempo. Uno studio su 1.600 tartarughe abitanti oggi le Galapagos, tutte della specie Chelonoidis Becki, ha però dimostrato come – sebbene nessun esemplare sia stato scovato in vita – il codice genetico sia pienamente rintracciabile. Oltre l’84% delle Chelonoidis Becki, infatti, risulta essere in qualche modo imparentata con questo gigante noto solo sui libri di storia.

Le due specie, di conseguenza, avrebbero sicuramente subito un processo di ibridazione: le Becki, native dell’isola Isabela, sarebbero state trasportate a fine ‘800 sulla Floreana da balenieri e cacciatori, causando così un processo di riproduzione infra-specie che avrebbe penalizzato le Elephantopus. Dai dati del DNA, tuttavia, emerge come diverse testuggini abbiano avuto un contatto riproduttivo con le tartarughe “estinte” non meno di 15 anni fa: una notizia davvero sorprendente, perché indicherebbe la presenza in vita di almeno un esemplare di Elephantopus, considerato come queste tartarughe superino senza intoppi i 100 anni.

L’obiettivo degli scienziati, tutti provenienti dalle università statunitensi del Mississipi e di Yale, è quindi di rinvenire eventuali testuggini purosangue per estrarne il codice genetico e tentare una riproduzione forzata, ripopolando così l’arcipelago. Le testuggini potrebbero prima moltiplicarsi in un allevamento intensivo e poi reintrodotte nel loro habitat naturale, ripristinando anche la suddivisione delle due diverse specie in ciascuna delle isole.

Si tratta di certo di un progetto ambizioso, perché non è detto che le Elephantopus eventualmente in vita siano davvero rintracciabili. E anche qualora lo fossero, non è dato sapere se il numero di esemplari vivi sia sufficiente ad assicurarne la riproduzione. In caso di successo, però, si tratterebbe di un evento davvero straordinario per il mondo degli animali: queste tipologie di testuggini non hanno un destino semplice, considerato come già oggi le Becki siano una specie vulnerabile al rischio di estinzione, rinfoltirne le fila non farebbe altro che incrementare positivamente la biodiversità del Pianeta. Se ne saprà di certo di più nei prossimi mesi, quando gli esperti statunitensi sbarcheranno di nuovo sulle Galapagos per scandagliarne ogni centimetro alla ricerca della preziosissima testuggine.

, ReptileChannel

15 gennaio 2012
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