Verrebbe da dire: è incredibile cosa non si faccia per portare avanti le proprie idee e i propri sogni. Secondo le voci che circolano, l’ingegnere italiano Andrea Rossi, padre dell’E-Cat, avrebbe venduto casa sua per rimettersi in pari con le spese. L’inseguire i propri progetti lo avrebbe economicamente rovinato, come un novello Nikola Tesla.

È stato soprattutto il progetto tanto sbandierato della prima centrale a fusione fredda da 1 MW ad aver prosciugato le casse dell’ingegnere. Soldi ben spesi, se come pare, l’impianto sarà pronto per la fine di ottobre.

Le stesse voci parlano di nuove partnership con un alleato economico americano che dovrebbero permettere all’ingegnere italiano di ottenere la restante liquidità necessaria. E soprattutto rilanciano l’imminenza dei nuovi test di Uppsala. In essi, finalmente, la comunità scientifica dovrebbe reperire le evidenze empiriche necessarie a concludere sulla veridicità o meno delle asserzioni del duo Rossi-Focardi.

Vi terremo aggiornati.

23 settembre 2011
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