Intervistato da una testata online, il prof. Alberto Carpinteri difende a spada tratta il proprio lavoro dalle critiche subite in questi giorni. Il presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica nonché docente al politecnico di Torino è, come saprete, il riferimento più noto tra gli scienziati interessati alle reazioni piezonucleari. Un settore di ricerca che, suscitando molte perplessità all’interno di vari settori accademici italiani, sta vivendo un periodo di forte esposizione alle critiche, fino ad aver visto minacciati i finanziamenti ai dipartimenti interessati.

Durante l’intervista sono due gli aspetti che riteniamo davvero interessanti ad essere emersi. La prima è quella di una descrizione puntuale di cosa siano le reazioni piezonucleari. Generalmente si ritiene che i fenomeni di fissione nucleare possano manifestarsi soprattutto a partire da elementi leggeri o pesantissimi (come l’uranio): le reazioni piezonucleari, al contrario, interesserebbero gli elementi vicini in tavola periodica al ferro, quindi con un peso intermedio. Inoltre:

Il fenomeno è del tutto analogo alla fissione tradizionalmente nota: il nucleo dell’atomo si scinde liberando neutroni. L’aspetto più interessante che distingue queste reazioni dalla fissione tradizionale è l’assoluta assenza di produzione di residui o frammenti radioattivi e di raggi gamma. I dati sperimentali confermano come queste reazioni si possano riprodurre in piccola scala (laboratorio) e come si verifichino costantemente all’interno della crosta terrestre.

La seconda rivelazione è ancora più succulenta e riguarda le possibili interazioni fra piezonucleare e le classiche LENR, le reazioni a bassa energia volgarmente chiamate con il nome di fusione fredda. E se da un lato Carpinteri chiude alla possibilità di alcune reazioni del genere, ritiene assolutamente che altre possano effettivamente avere luogo:

Se per fusione fredda si intende la fusione dei nuclei di deuterio a bassa temperatura si parla di un fenomeno che non esiste in natura. Se si intendesse invece la fissione agli elettrodi metallici di nichel o palladio, allora la cosiddetta “fusione fredda” si potrebbe pienamente giustificare con le reazioni piezonucleari che ne sono in realtà alla base, come si evince anche da alcuni studi giapponesi (Mizuno, Coock). Sono comunque fiducioso nella possibilità futura di realizzare tecnologie basate sulle reazioni piezonucleari.

Si noti comunque come Carpinteri non abbia detto nulla che confermerebbe il possibile funzionamento dei reattori nichel-idrogeno di Andrea Rossi o della Defkalion. Ed ad essere un po’ più precisi, forse dovremmo parlare qui di fissione fredda e non di fusione. Data la natura iper-tecnica della questione e l’altissimo rischio di scivolare in polemica, lasciamo ai nostri lettori valutazioni e commenti.

fonti: ilDemocratico.com

10 luglio 2012
I vostri commenti
RiccardoT, venerdì 20 luglio 2012 alle8:02 ha scritto: rispondi »

Con i petroldollari puoi comprare tutto ciò che vuoi , ma non puoi fermare il progresso o un’idea che è nell’aria , aldilà del fatto che  poi questa idea risulta valida ……..

Antoniopiotizzani, venerdì 13 luglio 2012 alle1:22 ha scritto: rispondi »

SE CON 62 MILIONI DI EURO GLI ARABI DEL PSG SI SONO COMPRATI IBRA E THIAGO FIGURIAMICI SE NON COMPRANO QUESTA INVENZIONE E SPARISCE DAL MERCATO

Lascia un commento