L’interesse della NASA nel lavoro di Andrea Rossi, e nel suo catalizzatore di energia E-Cat, è noto ormai da tempo. Ciclicamente tornano a galla notizie in merito a questo interesse e, in alcuni casi, è stato anche ipotizzato che il misterioso cliente di Rossi sia proprio la NASA.

Quello che è certo, invece, è che la NASA ha moltissimo interesse nelle cosiddette LENR, cioè le “Low energy nuclear reactions” che la gente comune chiama “fusione fredda” non senza una buona dose d’errore.

Sul blog “Nebraska Engineer” oggi Mark D. Nispel, un ingegnere del software che si dichiara esperto in storia delle religioni e delle lingue, mette in luce il grande interesse della NASA nei confronti delle LENR. Lo fa rimandando a tre paper di altrettanti scienziati dell’ente spaziale americano, uno dei quali è un ex, ripubblicati recentemente da Steve Krivit il 4 dicembre.

Krivit ha avuto il materiale tramite un Freedom of Information Act (FOIA), cioè una richiesta ufficiale al Governo statunitense che è tenuto a fornire ai cittadini che ne facciano domanda una copia di qualunque tipo di materiale non coperto da segreto.

Si tratta dei lavori presentati da Joseph Zawodny,  Michael Nelson, e Dennis Bushnell al workshop della NASA sulle LENR che si è tenuto il 22 settembre al Glenn Research Center di Cleveland, Ohio.  In questo materiale si legge ciò che pensa la NASA delle LENR, eccone una sintesi:

  1. le LENR sono una forma di energia nucleare. Ma non sono equivalenti alla fusione fredda;
  2. le LENR hanno una densità energetica compresa tra le 4.000 e le 8.000 volte quella di una tipica reazione chimica. Cioè richiedono molto meno combustibile rispetto a petrolio, carbone, gas naturale a parità di energia prodotta;
  3. possono portare alla sostituzione completa dei combustibili fossili (almeno quelli utilizzati dalla NASA);
  4. una fonte di energia economica, abbondante, pulita, flessibile avrà impatto su TUTTI;
  5. le LENR potrebbero essere la soluzione al picco del petrolio, al cambiamento climatico, al problema dell’acqua potabile e alle instabilità geopolitiche collegate con questi problemi;
  6. le LENR permettono la generazione distribuita dell’energia: utenze domestiche e commerciali generano l’energia di cui hanno bisogno in loco.

La lista potrebbe continuare ancora a lungo, ma è già chiaro che questi tre scienziati ritengono che le reazioni nucleari a bassa energia siano il futuro del mondo, o quasi. Ma è veramente quello che pensa ufficialmente la NASA su questo argomento? Probabilmente sì.

E, quindi, la NASA crede nell’E-Cat di Andrea Rossi? No, probabilmente no. Sempre a Krivit, infatti, dobbiamo la pubblicazione dell’opinione di un altro report (sempre riguardante il workshop di Cleveland), nel quale lo stesso Michael Nelson di prima fa letteralmente a pezzi il test che Rossi ha svolto il 5 settembre.

Secondo Nelson, infatti, il test sull’E-Cat è durato troppo poco per escludere che la produzione di energia non derivi da una reazione chimica invece che nucleare:

Sarebbe dovuto durare otto o più ore, con un piccolo E-Cat, e molto di più con uno grande, per escludere che si trattasse di una reazione chimica. Tre o più giorni per l’E-Cat piccolo, due o più settimane per quello grande e diversi mesi per l’e-Cat da 1 MW

Non solo: ancora Krivit conferma che al test del 5 settembre c’erano alcuni non meglio identificati osservatori della NASA che avrebbero visto qualcosa che non gli è piaciuto affatto:

Rossi ha cambiato completamente le carte in tavola: il piano dei test, l’impianto, tutto. Non c’era niente di quello su cui eravamo d’accordo. Aveva un contenitore di riserva da trenta litri collegato e non ci ha nemmeno fatto vedere cosa c’era dentro o quanto pesava

A sentire Krivit, quindi, l’unica cosa certa è che la NASA sta studiando le LENR come possibile fonte di energia per i viaggi spaziali. Ma non crederebbe molto a Rossi e al suo E-Cat. Confermatissimo, invece, che Krivit al momento è il nemico numero uno di Andrea Rossi nel panorama scientifico internazionale.

, Nebraska Engineer

13 dicembre 2011
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