L’E-Cat continua a far parlare di sé. Il “magico” marchingegno messo a punto da Andrea Rossi, che promette di diventare una fonte di produzione energetica a basso costo grazie alla “fusione fredda“, deve ancora dimostrare di non essere una “bufala”. Di certo è diventato, comprensibilmente, uno dei temi interessanti dell’estate.

Tra i punti di forza su cui il prof. Rossi ha costruito il fenomeno mediatico fusione fredda c’era senz’altro il vivo interesse suscitato nella Swedish Skeptics Association, gruppo svedese di scienziati dediti al servizio “antibufala”. Si era parlato, infatti, di un concreto apprezzamento da parte del professor Sven Kullander e di un futuro test ufficiale dell’E-Cat da parte dell’associazione.

Oggi però varie voci sul web parlano di un ripensamento da parte degli “scettici svedesi”, i quali avrebbero addirittura rimproverato al buon Kullander un eccessivo entusiasmo. Dunque, sono piovute smentite su smentite: niente “interesse”, niente test, niente di niente.

Eppure è sicuramente presto per categorizzare l’invenzione di Rossi sotto la voce “patacca” ed è davvero triste che un’associazione così rinomata come la Swedish Skeptics Association non si interessi in prima persona a valutare un’invenzione/fenomeno mediatico di cui è ormai prossima la produzione industriale. Se nel caso si trattasse di una vera rivoluzione tecnologica, l’ok darebbe il giusto slancio al lavoro per la messa in produzione e lo studio delle applicazioni tecniche; nel caso di “bufala” metterebbe in guardia incauti investitori e l’intera opinione pubblica. Insomma, in qualsiasi eventualitù renderebbe un servizio preziosissimo.

19 luglio 2011
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