Comincia a emergere una certa insofferenza verso il tema della fusione fredda. Le “sedicenti” invenzioni del secolo targate Andrea Rossi e Defkalion, cioè l’E-Cat e l’Hyperion (entrambi reattori a nichel e idrogeno) devono ancora dimostrare, una volta sul mercato, di non essere una presa in giro. Per oggi, in questo senso, sono attesi i risultati del test in Grecia sul reattore della Defkalion.

In realtà, per quanto sia comprensibile una certa idiosincrasia nei confronti del tema, la fusione fredda resta contemporaneamente uno dei temi caldi del web. Il motivo di questo interesse sta in parte nella natura della promessa soggiacente a questa tecnologia: quella di una nuova fonte energetica non solo ecologicamente quasi perfetta, ma assolutamente irrisoria nei prezzi, in confronto alle fonti attualmente usate. In un periodo di crisi globale, in cui prima degli Stati a rischiare il default sono i bilanci familiari e in cui una soluzione politica sembra un cammino difficile e costellato di sacrifici, la fusione fredda ha un po’ l’effetto di un’epifania.

In questi giorni, siti come Cold Fusion News o E-cat World, hanno pubblicato una serie di articoli sul probabile impatto dell’invenzione di Andrea Rossi sul sistema economico globale e sulla nostra vita di tutti i giorni. La conclusione è sempre la stessa: la fusione fredda può, innanzi tutto, ridurre di molto i costi familiari per il riscaldamento. Questo genererebbe, probabilmente, anche una flessione dei prezzi degli idrocarburi e una maggiore indipendenza dei singoli Paesi da quelli produttori di gas (al momento la fonte energetica più usata per le caldaie). Le cose si farebbero ancora più interessanti, dal momento in cui si riuscisse a produrre non solo calore, ma anche energia elettrica da questi tipi di reattori.

Se poi prendiamo in considerazione anche i costi, umani ed economici, che il cambiamento climatico sta imponendo anno dopo anno, ci rendiamo conto dell’importanza strategica fondamentale che l’E-Cat e l’Hyperion potrebbero avere.

Una sorta di soluzione drastica alle crisi dei nostri tempi, da quella economica a quella energetica, passando dall’emergenza clima: non è forse del tutto un caso che tra gli attori protagonisti di questa storia ci sia anche un’azienda greca come la Defkalion.

Tutto questo, ovviamente, non costituisce nessun argomento a supporto il reale funzionamento di questi reattori a fusione fredda. Ma proprio il particolare ruolo che questi potrebbero avere nel nostro futuro renderebbe particolarmente grave e antipatico lo scoprire che non funzionano. Non basterà certo l’invenzione dell’E-Cat a risolvere tutti i nostri problemi, facendoci entrare in una sorta di Eco Age (dove “eco” sta sia per economica, sia per ecologica), ma è indubbio che potrebbe giocare un ruolo importante nell’emancipazione dalle fonti fossili, problema drammatico dei nostri tempi. Non ci sorprende allora l’interesse globale suscitato da Rossi & co, così come non ci sorprendono le reazioni degli scettici: è normale che quando qualcuno promette una soluzione a buon mercato a un problema di dimensioni così vaste si tenda a ritenere la cosa “troppo bella per essere vera”. Solo il tempo ci dirà se tali timori sono davvero fondati.

24 febbraio 2012
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I vostri commenti
Dantoshi3, lunedì 19 marzo 2012 alle23:28 ha scritto: rispondi »

dal mio modesto punto di vista credo che la rotta è quella giusta,voglio dire che si tratti di pannelli fotovoltaici,pale eoliche o tutto quello che comunque riguarda energia a emissioni zero e soprattutto a basso costo sia la direzione verso cui si deve obbligatoriamente andare;quello che dobbiamo fare è ridare vita alla vita,non far pesare il nostro passaggio ma al contrario lasciare un ambiente oltre che tutelato migliorato per poi passare dalle nostre mani alle menti e polmoni delle future generezioni;per quanto riguarda questa invenzione staremo a vedere,tocchiamo con mano restiamo sull'argomento;spero che sia uno di quei spicchi di energia sfruttabile e pulita.

Leocor, mercoledì 29 febbraio 2012 alle7:04 ha scritto: rispondi »

"sarebbe"??? Ma l'italiano dov'è??? Si dice "fosse"!

Zfred, martedì 28 febbraio 2012 alle20:09 ha scritto: rispondi »

 Ma non pensate che una via di mezzo sarebbe l'ideale? Supponiamo che l'approvvigionamento a livello mondiale cambiasse in questo modo rispetto ad ora (o qualcosa di simile): 30% fossili 25% nichel (ammesso che funzioni) 30% idrico/solare/eolico 15% ottimizzazione risorse/risparmio energetico Io credo che un uso moderato delle risorse, anche delle più inquinanti, sia sostenibile per il pianeta, il problema adesso è che non si investe abbastanza per ridurre l'uso di energie non rinnovabili...comunque speriamo bene per l'e-cat, sarebbe sempre un passo avanti per la ricerca. Ciao!

LolAsdOmgWtfAfk, martedì 28 febbraio 2012 alle13:58 ha scritto: rispondi »

Sono d'accordo con te tranne per quanto riguarda i campi occupati dai pannelli. Il concetto di approvvigionamento energetico a centrale è obsoleto e inefficiente. La via da seguire a mio parere dovrebbe essere il peer to peer, per quanto riguarda il solare: una azienda vuole creare una centrale, invece usa i km e km quadrati di spazio inutilizzato sui tetti di palazzi e case senza l'inevitabile caduta di potenziale dovuta al trasporto di energia da una centrale distante chilometri. Un privato vuole smettere di pagare la bolletta? Si mette un pannello solare, causando in ogni caso un risparmio alla rete nazionale, e eventualmente immettendo energia nella rete nel caso di eccesso di energia prodotta ma non utilizzata. E così la smettiamo con questi sterili discorsi sui campi coltivabili.PS: per favore admin del blog, togliete l'autorefresh!!! Vi pare possibile che devo scrivere il mio commento a parte e poi fare copia-incolla perché altrimenti il refresh mi cancella tutto? -.-"

Lolasdomgwtfafk, lunedì 27 febbraio 2012 alle19:43 ha scritto: rispondi »

La differenza con solare e eolico*

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