Qualche tempo fa vi avevamo segnalato dell’interessamento del CERN, il centro di ricerche europeo sul nucleare, rispetto alle questioni sintetizzate di solito con l’espressione fusione fredda. Le reazioni nucleari a bassa energia d’innesco, le LENR, sono in effetti uno dei campi più promettenti nella rincorsa a nuove fonti di energia, possibilmente economiche e a scarso impatto ambientale.

Probabilmente, a rilanciare il settore è stata la figura di Andrea Rossi che con il suo E-Cat promette di arrivare sul mercato in pochi mesi – in autunno -, rivoluzionando il mondo dell’energia, grazie a prezzi di produzione e ricarica davvero irrisori. La stessa NASA si è mostrata interessata alla materia, mentre il MIT è tornato a ospitare test ed esperimenti in merito.

La novità è che il CERN avrebbe organizzato persino una conferenza sulle LENR dal titolo: “Uno sguardo ai progressi teorici e sperimentali sulle Low Energy Nuclear Reactions”. La data dell’evento è fissata al 22 marzo.

Lo sguardo teorico proposto sembra non distanziarsi troppo da quello proposto dal duo Focardi-Rossi: l’interesse andrà verso i recenti esperimenti sul campo dei rapporti fra gas e LENR e soprattutto sul ruolo fondamentale che possono svolgere le nanostrutture.

Il modello che verrà preso in esame, poi, sarà principalmente il Widom-Larsen (che è in qualche modo legata alla fusione idrogeno-nichel proposta da Rossi); in questo senso uno degli ospiti più attesi sarà il prof. Yogendra Srivastava, coautore dello stesso modello. Altro VIP presente, l’italiano Francesco Celani, di cui abbiamo già avuto modo di parlare più volte.

Per maggiori dettagli, dalla presentazione ufficiale dell’evento leggiamo:

Sarà offerto uno sguardo ai progressi più significativi fatti – a partire da marzo 1989 – grazie a studi sperimentali e teorici sulle anomalie termico/nucleari osservate in situazioni di forzata interazione di isotopi dell’idrogeno, in condizione di non equilibrio, con leghe o materiali puri (soprattutto palladio e nichel).

La gran parte degli esperimenti ha utilizzato ambienti elettrolitici a temperature moderate (10-50°C). Più recentemente, ambienti di gas sono stati utilizzati a temperature più alte (tra i 200 e i 400 gradi e sono state usate persino temperature fra i 500 e i 900°C).

Specifiche nanostrutture hanno iniziato a giocare un ruolo cruciale negli studi di base così come nelle applicazioni tencologico/industriali recentemente annunciate.

In quest’ultima frase è facile intuire un riferimento all’E-Cat di Rossi e all’Hyperion della Defkalion. Che siano proprio le “nanostrutture” la chiave del celebre catalizzatore segreto di Andrea Rossi?

| New Energy Times

9 febbraio 2012
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Marzi Massimo, venerdì 10 febbraio 2012 alle12:13 ha scritto: rispondi »

Dove avete tronato questa notizia...qual'è la fonte??

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