Fuoriuscita di petrolio in Basilicata: allarme per le coltivazioni

In Basilicata è allarme per una fuoriuscita di petrolio da un oleodotto dell’Eni. La perdita di greggio, causata da un pozzetto in avaria, è avvenuta in località Giulianello di Metaponto, nel territorio comunale di Bernalda (Matera), lungo la condotta che trasporta il petrolio da Viggiano (Potenza) alla raffineria di Taranto. Secondo l’Eni si tratta di una quantità modesta, ma le rassicurazioni dell’azienda non sono bastate a dissipare i timori della popolazione.

L’area interessata dalla fuoriuscita di petrolio è vasta circa un ettaro e comprende appezzamenti di terreni demaniali non coltivati. Scongiurato, a quanto pare, il rischio di danni alle colture agricole. Nonostante questo, l’amministrazione comunale di Bernalda ha chiesto un incontro con i responsabili dell’Eni, del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata e della Prefettura per fare il punto della situazione:

La società petrolifera ci ha detto che l’allarme scatta solo quando si raggiunge una certa quantità di sversamento – ha dichiarato l’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano Cospite – A questo punto ritengo sia stata una vera fortuna che noi amministratori, assieme ad alcuni cittadini del luogo, abbiamo allertato l’Eni, insospettiti dall’acre odore di petrolio.

È stato proprio l’allarme scattato dalle denunce dei cittadini a far partire tempestivamente le operazioni di controllo e di messa in sicurezza dell’area. I tecnici dell’Eni, infatti, hanno potuto subito intercettare la perdita e trattare i terreni invasi dal petrolio con speciale materiale assorbente e appositi aspiratori. Un intervento tempestivo che non è bastato a evitare la reazione degli ambientalisti:

Quasi certamente – denuncia l’associazione Ola (Organizzazione lucana ambientalista) – dobbiamo cominciare a fare l’abitudine ad incidenti del genere, vista la ragnatela di oleodotti interrati nel nostro sottosuolo e visto i chilometri di oleodotti che dovranno essere ancora realizzati per trasportare, prima nei centri oli e poi a Taranto, il petrolio da estrarre da Corleto Perticara (50 mila barili al giorno) e dai monti di Marsico/Tramutola (26 mila barili al giorno).

12 marzo 2012
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