Fumo di terza mano: dannoso anche quello su abiti e mobili

Il fumo di terza mano può essere altamente nocivo. Apparentemente sembra che non lo vediamo e non lo sentiamo, eppure si deposita incessantemente sui vestiti, sui mobili e sulle superfici interne. Lo possiamo ritrovare anche negli ambienti dove non è consentito fumare.

A lungo si è discusso sulla pericolosità o meno di questo tipo di fumo. Sappiamo che il fumo “di prima mano” può causare davvero tanti danni e mettere in pericolo la salute delle persone, ma sulla certezza che anche quello di terza mano possa procurare dei pericoli per la salute si era rimasti sempre molto incerti.

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Adesso arrivano i risultati di uno studio condotto dai ricercatori della Drexel University degli Stati Uniti. Le conclusioni della ricerca sono state pubblicate sulla rivista Science Advances. Gli scienziati hanno scoperto che le sostanze tossiche contenute nel fumo di terza mano possono spostarsi facilmente nell’aria, attaccandosi alle particelle dell’atmosfera. Esaminando la composizione di un ambiente vuoto, non esposto mai al fumo diretto, gli esperti hanno trovato delle tracce di sostanze tossiche.

Vari esperimenti hanno dimostrato che le particelle del fumo di sigaretta possono contaminare l’aria pulita anche a distanza di tempo. Per questo hanno avvisato del pericolo in cui si può incorrere anche a causa di queste particelle che si deposito sugli abiti, sulle superfici e nell’aria di ambienti ritenuti sicuri.

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Secondo gli scienziati della Drexel University la prossima sfida per il futuro, in tema di protezione della salute dal fumo, consiste nel veicolare il messaggio della continua esposizione, per averne la consapevolezza e per mettere in atto tutte quelle abitudini che ci possono proteggere dalle particelle pericolose rilasciate dal fumo di sigaretta.

Il fumo di terza mano, secondo i ricercatori statunitensi, può rivelarsi molto nocivo, per cui il vero pericolo da affrontare non consiste soltanto negli scarichi delle auto o nelle altre sostanze chimiche a cui siamo esposti fuori casa, ma anche uno più subdolo con cui dobbiamo fare i conti.

11 maggio 2018
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