Fumare marijuana produce effetti “visibili” sul cervello. Secondo quanto riferito dai ricercatori dell’Università del Texas e dell’Università del New Mexico a risentirne sarebbero la forma stessa della cerebrale e il volume della materia grigia, che finirebbe con il ridursi.

Lo studio ha visto coinvolti 48 utilizzatori di marijuana, di età compresa tra i 20 e i 36 anni, confrontandone i dati con quelli di 62 non utilizzatori. A mostrare i maggiori cambiamenti in chi fa ricorso alla cannabis è l’area definita corteccia orbitofrontale, associata all’empatia. Come spiegato l’autrice principale dello studio, la Dr.ssa Sina Aslan, ricercatrice presso l’University of Texas:

Quello che è unico in questo lavoro è che sono state combinate tre diverse tecniche di risonanza magnetica per valutare le differenti caratteristiche del cervello.

I risultati suggeriscono un incremento della connettività, sia strutturale che funzionale, che potrebbe compensare la perdita di materia grigia. Alla fine, tuttavia, la connettività strutturale del cervello comincia a degradarsi con l’utilizzo prolungato di marijuana.

Secondo i dati presentati dai ricercatori statunitensi risulterebbe inoltre per gli adolescenti un rischio doppio di sviluppare patologie psicotiche come ad esempio la schizofrenia. Prima si comincia a fumare marijuana e maggiori sono gli effetti registrati in termini di maggiore presenza di materia bianca, deputata alle connettività cerebrale, a discapito di quella grigia. Un’alterazione che tende a nascondere, almeno agli inizi, le possibili ripercussioni future.

Trascorso un periodo tra i 6 e gli 8 anni di utilizzo anche la materia bianca viene perduta e con essa i miglioramenti alla connettività cerebrale. Un effetto confermato anche dalle conclusioni della co-autrice dello studio, la Dr.ssa Francesca Filbey, anche lei ricercatrice presso l’Università del Texas:

Abbiamo assistito a un costante aumento dell’utilizzo di marijuana dal 2007. Tuttavia, il corpo di ricerca sui suoi effetti a lungo termine è ancora scarso, questo malgrado i cambiamenti nella legislazione riguardanti la marijuana e i costanti dibattiti intorno a questo argomento di grande rilevanza pubblica.

Malgrado il nostro studio non indichi in maniera conclusiva se alcuni o tutti i cambiamenti del cervello siano o mano una diretta conseguenza dell’utilizzo di marijuana, questi effetti suggeriscono che questi cambiamenti sono relazionati all’età e alla durata del periodo di utilizzo.

11 novembre 2014
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