Fumare durante la gravidanza si sa da tempo, fa male al piccolo che si porta in grembo come fa male alla salute della madre. Può esporre a un rischio più elevato di ammalarsi di cancro, vista la presenza nel fumo, di 4.000 sostanze nocive che vanno dal potenziale allergologico a quello cancerogeno. Inoltre il monossido di carbonio, frutto della combustione, passa attraverso la placenta, inducendo un fenomeno chiamato ipossia, ossia una diminuzione dell’ossigeno disponibile nel sangue e nei tessuti.

Ora uno studio condotto da un gruppo di scienziati della Endocrine Society, finanziato dal National Institute of Environmental Health Sciences, dall’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development e dalla California Breast Cancer Research Program Special Research Initiative, andrebbe a rincarare la dose identificando nel fumo, a cui alcune madri espongono i propri figli durante la gravidanza, la causa di un maggior rischio di sviluppare il diabete nella fase della mezza età. I risultati sono stati presentati sabato 7 marzo durante la riunione annuale della Endocrine Society a San Diego.

Il danno si verificherebbe in particolare per le figlie femmine. La Dr.ssa Michele La Merrill, assistente presso il Dipartimento di Tossicologia Ambientale dell’Università della California a Davis, insieme con i suoi colleghi ha studiato 1.801 casi di figlie diabetiche di età tra i 44 e i 54 anni, nate tra il 1959 e il 1967, le cui madri avevano dichiarato di fumare durante la gravidanza.

Sono stati valutati anche aspetti come la razza, il tipo di occupazione, i casi di diabete presenti in famiglia e il peso corporeo ed è stata trovata una correlazione più forte tra il rischio del manifestarsi del diabete mellito di tipo 2 in età adulta e l’esposizione durante la gravidanza al fumo della madre rispetto alla correlazione trovata con l’esposizione al fumo del padre.

Tale correlazione permane anche se vengono eliminate le cause legate alla razza dei genitori, all’ereditarietà del diabete e al tipo di impiego. La Dr.ssa La Merrill sostiene che:

I medici dovrebbero prendere in considerazione di avvisare le fumatrici in gravidanza riguardo al fatto che la ricerca emergente suggerisce che la cessazione del fumo di tabacco in casa può beneficiare la prole, riducendo il rischio di sviluppare diabete mellito indipendente degli effetti dell’indice di massa corporea dell’adulto o dal peso alla nascita.

Gli autori sono d’accordo sul fatto che siano necessari altri studi per confermare questi risultati, ma ribadiscono l’importanza di tenere lontano il fumo dal feto e dai bambini in genere per evitare qualsiasi tipo di rischio.

10 marzo 2015
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