Fullspectrum: pannelli fotovoltaici con efficienza record

Un progetto di ricerca “made in Europe” ha superato il record di resa energetica delle cellule fotovoltaiche. Si chiama Fullspectrum, ha visto coinvolti vari istituti di ricerca europei per l’energia fotovoltaica, coordinati dall’Università Politecnica di Madrid, fino a giungere a questo importante risultato che permette di trasformare in energia il 39,7 per cento dell’energia catturata dai panelli.

La questione dell’efficienza e della resa (link) è di importanza centrale nel ruolo che la tecnologia solare può svolgere nella corsa all’approvvigionamento di energie da fonti rinnovabili, che secondo le direttive europee, dovrebbe raggiungere in Italia come in tutti gli stati membri, la soglia minima del 20 per cento entro il termine del 2020.

Esiste tra l’altro un collegamento diretto tra la resa e la potenzialità economica di questa fonte energetica.

Il modo con cui si è venuti al raggiungimento di questo traguardo da guinness, sfrutta per la conversione della luce in energia la cosiddetta tecnologia multigiunzione, che si basa sull’utilizzo nelle cellule di un composto di materiali (tra cui il fosforo) al posto del tradizionale Silicio, utilizzato nei pannelli comuni, con rese generalmente inferiori al 20 per cento.

Semplificando al massimo i termini della scoperta, questi materiali permettono di catturare energia dalla luce su più strati, sfruttando anche quella lasciata passare dagli strati superiori. I pannelli realizzati attualmente prevedono dunque tre file di cellule per la cattura dell’energia dal sole, che in linea teroica potrebbero anche andare ad aumentare.

Il contro di questa tecnologia è che gli elevati costi di realizzazione delle cellule ne rendono ancora proibitivo l’uso commerciale. A questo inconveniente, che rende attualmente questi pannelli utilizzabili solo in ambito di ingegneria aerospaziale, alcuni responsabili rispondono sostenendo che ci sono alcune tecnologie che, accuratamente sviluppate, potrebbero compensare il problema.

È il caso ad esempio di pannelli che utilizzano un semplice sistema di lenti in grado di concentrare l’incidenza delle luci solari, in modo da sfruttare al massimo la maggiore efficienza di queste cellule, riducendone i costi.

L’importanza di questa scoperta sta, oltre al passo importante che segna nella strada verso pannelli di nuova generazione ad alta resa e ad uso commerciale, nel sottolineare quanto -per fortuna- in Europa si investa con profitto nella ricerca sulle energie rinnovabili.

Un Programma Quadro (il sesto) avviato nel 2002, che finora ha impiegato più di 105 milioni di euro in tutta Europa nella ricerca sul solo fotovoltaico, destinato a giocare un ruolo sempre più importante nella partita energetica globale.

23 dicembre 2008
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